Apollo 11, il 51º anniversario dello sbarco degli esseri umani sulla Luna

Per descrivere questo evento non basterebbero 10000 pagine di un libro, anche i non addetti ai lavori possono immaginare la complessità generale di un progetto ambizioso come lo è stato mandare esseri umani sul corpo celeste più prossimo a noi, la Luna. Ogni anno, a partire dal 1969, è la ricorrenza di quello che, probabilmente, è l’atto più importante e difficile compiuto dall’essere umano: la missione Apollo 11.

Apollo 11
Il giorno del lancio, quali pensieri circolavano nella testa di questi uomini?

In realtá é stato piú difficile di quanto la maggior parte di noi potesse davvero immaginare…

Jules Verne, nel suo epico romanzo, Dalla Terra alla Luna, descrive il viaggio come il lancio di una capsula (con dei temerari esploratori dentro) con l’uso di un enorme cannone, una macchina mai costruita prima, progettata ad hoc per questa missione.

Capsula
Nel romanzo di Verne la capsula era caricata dentro un enorme cannone.

La forza necessaria

Le analogie con la realtà impressionano, fu davvero necessario progettare una macchina gigantesca, mai pensata prima, per raggiungere la Luna, il gigantesco razzo Saturno V; anche la capsula, curiosamente, è descritta nel romanzo come un enorme proiettile in cui c’era spazio per diverse persone, del tutto simile al CSM, il Modulo di Comando e Servizi nel quale gli astronauti passavano la maggior parte del tempo di volo.

Saturn V
Immagine suggestiva, Il Saturn V e il suo obbiettivo finale, la Luna.
Modulo
Sembra lo stesso proiettile, ma invece é il CSM, l’astronave madre.

Un omaggio a Verne? É piú realistico pensare a questioni di aerodinamica, ma anche Verne aveva visto giusto.

Altra analogia con il romanzo: il balzo diretto dalla Terra alla Luna; un concetto di volo che è stato pensato a lungo anche per Apollo Project. All’inizio gli ingegneri ipotizzavano un enorme razzo che avrebbe dovuto raggiungere la Luna in un unico salto, teoria poi accantonata per motivi di costi e pericolosità intrinseca: un razzo molto alto aveva grandi possibilità di ribaltarsi in fase di allunaggio, questo aneddoto ( tra i tanti) ci fa pensare a come fossero le idee all’inizio, ovvero, non si sapeva davvero come andare sulla Luna.

Lancio
Non un cannone, ma un gigantesco razzo, il Saturn V.

Nei registri NASA ci sono innumerevoli dati che parlano di lanci di razzi con dei simulacri a bordo, con i quali si tentava di raggiungere la Luna; la maggior parte di essi non aveva forza sufficiente per arrivare e ricadevano a terra, tutto questo servirà (insieme a molto altro) per capire la dinamica del volo spaziale.

Apollo 11 può essere considerato come l’avvento della tecnologia per tutti.

Per poter realizzare questa missione si dovettero inventare da zero i microcircuiti che permisero di realizzare i computer che governavano la missione; grazie a questa scoperta “forzata dalla necessità” possiamo portare nelle nostre tasche apparecchi elettronici con le più svariate funzioni, ma anche i materiali, il teflon , la tecnologia a celle di combustibile, capace di produrre energia elettrica dall’idrogeno e acqua potabile come sottoprodotto, leghe metalliche mai pensate prima che adesso si trovano sotto il cofano delle più comuni automobili, le telecamere miniaturizzate perfino a colori!

LEM
Il LM Eagle subito dopo il distacco dal CSM Columbia
Prima foto
Il primo…

L’ingegno umano diede prova di cosa fosse capace, l’umanitá intera fu investita da un vento di innovazione. Di certo c’é che, vedere Armstrong e Aldrin muoversi goffamente sulla Luna é sempre una immagine potente.

Impronta
l’impronta umana sulla Luna

Apollo 11 ipnotizzò il mondo, anche se le precedenti missioni erano degne di attenzione, questa era LA MISSIONE, questa era la “volta buona”, uno spirito di co-partecipazione si sparse per tutto il mondo, l’umanità all’improvviso si scoprì unita, anche se per poco, ma nessuno tifava contro.

Luna
Prima visione del territorio lunare
Eagle, LEM
Il LM Eagle rientra dalla Luna

Ai sovietici certamente non fece piacere, diedero la notizia dello sbarco otto minuti dopo, peró, al rientro dell’equipaggio sano e salvo, Radio Mosca iniziò il proprio bollettino della sera annunciando che “i coraggiosi astronauti Armstrong, Aldrin e Collins sono di nuovo sul nostro pianeta” e il capo di stato sovietico Nikolai Podgorny inviò al presidente degli Stati Uniti Nixon il messaggio:

“Vi prego di comunicare le nostre congratulazioni e i nostri migliori auguri ai coraggiosi piloti spaziali”.

Neil Armstron
Neil Armstron, ricevuto a Mosca con tutti gli onori.

Un civile per il primo passo.


Il mondo intero partecipò, il piede di Armstrong caricava una responsabilitá enorme.

Bravi e lungimiranti furono gli amministratori della NASA, che scelsero di non portare un profilo militare sulla Luna, anche lo stemma di missione lo ricorda, l’aquila, simbolo dell’America, scende sulla luna portando un ramo di ulivo tra gli artigli, la corsa era stata vinta, i sovietici la persero perché forse fecero il passo più lungo della gamba, con una tecnologia non sufficientemente apprimorata, insieme a problemi economici e politici, tutto questo decretò la fine della corsa alla Luna per loro.

Apollo 11
La patch di missione


Apollo 11 ci serve per ricordare che il genere umano ha potenzialità infinite quando è la moltitudine, una nazione intera, a partecipare, ognuno per le sue capacità. Ogni anniversario di Apollo 11 dovrebbe essere l’ispirazione per cercare di fare altre conquiste in pace, e per il benessere di tutti.

La litania del complotto

Non dovremmo nemmeno perdere 1 minuto di tempo per parlare di questo argomento, ma l’ignoranza prospera e spiegare a chi non vuole capire è sempre un esercizio inutile.

Evitiamo le varie questioni e vediamo queste foto: Armstrong, ospite nell’allora Unione Sovietica, ricevuto con tutti gli onori dalle più alte cariche dello stato, dove sarebbe il complotto? Ma davvero si potrebbe arrivare a credere che anche i sovietici si fecero prendere per i fondelli? E se anche fosse, dopo 50 anni ancora non avrebbero scoperto nulla?

Questa é l’unica risposta che si meritano i poveri increduli:

Astronaauti
Neil Armstrong e Valentina Tereshkova, prima donna sovietica nello spazio.
Armstrong a Mosca
Armstrong a Mosca

Davvero chi mente, sarebbe in grado di mentire anche in casa del suo più acerrimo rivale?

Per Aspera ad Astra

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