Grazie alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno trovato “l’anello mancante” fra le giovani galassie e i buchi neri supermassicci. Ecco tutti i dettagli di questa affascinante scoperta.

C’è un filo invisibile che lega i più antichi buchi neri supermassicci alla formazione delle galassie. A dircelo i dati estrapolati dalle osservazioni del buon vecchio telescopio spaziale Hubble, grazie al quale gli astronomi avrebbero trovato “l’anello mancante” fra galassie e buchi neri.

Gli astronomi hanno trovato un collegamento fra le giovani galassie e i primi buchi neri supermassicci. Credit: NASA/ESA

Come hanno fatto a diventare così enormi?

Hubble ha osservato un punto del cielo nel quale si trova un buco nero monster chiamato GNz7q, che si sarebbe formato appena 750 milioni di anni dopo il Big Bang. Gli astronomi lo hanno capito osservando la sorgente di luce ultravioletta e infrarossa. Finora non erano mai stati osservati direttamente buchi neri in così rapida crescita.

Uno dei misteri più importanti dell’astronomia moderna è: come hanno fatto i buchi neri supermassicci a diventare così enormi così velocemente? Le teorie attuali dicono che questi mostri cosmici inizino la loro vita avvolti dalla polvere in galassie “starburst”, prima di espellere gas e polvere fino a diventare quasar.

Ebbene, questo GNz7q potrebbe essere l’anello mancante fra queste due classi di oggetti, i black hole e i quasar. In sostanza, esistono mostri cosmici che si trovano all’interno del nucleo di una galassia “starburst”, dove si formano di continuo nuove stelle. Alla fine della sua vita, il buco nero si trasformerà in un quasar estremamente luminoso, una volta che tutta la polvere circostante sarà sparita.

Riferimenti: https://www.nasa.gov/feature/goddard/2022/hubble-sheds-light-on-origins-of-supermassive-black-holes

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