L’ESA ha lanciato sette missioni CubeSat con Transporter-16 di SpaceX per testare comunicazioni laser, reti tra satelliti e intelligenza artificiale in orbita, puntando a un trasferimento dati spaziale più veloce e sicuro.

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Lo spazio si sta affollando non solo di satelliti, ma anche dell’enorme mole di dati che questi generano. Dalle immagini ad alta risoluzione per l’osservazione della Terra al monitoraggio marittimo globale, i flussi informativi in orbita sono diventati un’infrastruttura critica. A complicare le cose c’è anche lo spettro delle radiofrequenze, una risorsa limitata che si sta saturando rapidamente. Per continuare a espandere le infrastrutture orbitali serve quindi ripensare il modo in cui i dati vengono trasmessi. Il 30 marzo 2026 l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha supportato il lancio di otto CubeSat e un payload specializzato a bordo della missione rideshare Transporter-16 di SpaceX, con l’obiettivo di sperimentare comunicazioni laser ad alta capacità, reti tra satelliti e capacità di elaborazione con intelligenza artificiale direttamente in orbita.

I satelliti greci per le comunicazioni ottiche

Cinque dei CubeSat lanciati fanno parte del Greek Connectivity Programme dell’ESA, pensato per sviluppare le capacità ottiche spaziali della Grecia. OptiSat, gestito da Planetek Hellas, monta un terminale laser SCOT20 costruito dall’azienda tedesca TESAT, con l’obiettivo di stabilire collegamenti laser sicuri e veloci con altri piccoli satelliti in orbita bassa. PeakSat, sviluppato interamente dall’Università Aristotele di Salonicco, utilizza invece un terminale ATLAS-1 dell’azienda lituana Astrolight per dimostrare comunicazioni laser migliorate dallo spazio verso le stazioni di terra greche.

Gli altri tre satelliti greci fanno parte della costellazione ERMIS, guidata dall’Università Nazionale e Capodistriana di Atene. ERMIS-1 ed ERMIS-2 testeranno la connettività 5G per applicazioni IoT satellitari, mentre ERMIS-3, dotato anch’esso di un terminale ATLAS-1, verificherà i sistemi di puntamento necessari per scaricare via laser grandi immagini iperspettrali.

Progetti commerciali e intelligenza artificiale a bordo

Tre ulteriori CubeSat rientrano nei Pioneer Partnership Projects dell’ESA, pensati per aiutare aziende private a sviluppare infrastrutture spaziali a costi contenuti. Mission Saas, guidata da Spire Global, punta a rendere più affidabili i collegamenti ottici tra satelliti, permettendo di trasmettere dati anche quando manca l’accesso diretto a una stazione a terra. La missione VIREON, composta da due CubeSat 16U, mira invece a fornire dati di osservazione terrestre ad alta risoluzione a costi contenuti, utili per il monitoraggio di colture, foreste e acque.

Il payload aggiuntivo appartiene all’azienda belga EDGX: un’unità di elaborazione dati compatta, dotata di GPU, pensata come dimostratore di “edge computing” nello spazio, in linea con l’obiettivo di lungo termine di SpaceX di realizzare centri dati basati sull’intelligenza artificiale in orbita.

Verso un internet spaziale più veloce e intelligente

Si tratta ufficialmente di dimostratori tecnologici, ma rappresentano probabilmente il futuro di gran parte dei satelliti in orbita. Con le mega-costellazioni in continua crescita, le radiofrequenze tradizionali non basteranno a soddisfare la domanda di dati. Puntando su comunicazioni ottiche ed elaborazione a bordo, l’ESA e i suoi partner commerciali gettano le basi per un internet spaziale più rapido, restano però aperte le sfide legate a detriti orbitali e inquinamento luminoso del cielo notturno.

Fonte:

  • https://www.esa.int/Applications/Connectivity_and_Secure_Communications/Seven_missions_launched_to_test_optimised_data_transfer_from_space