Tra le immagini arrivate dal telescopio Euclid vi è il primo dettaglio del vivaio di formazione stellare Messier 78.

La scorsa settimana il team del telescopio spaziale Euclid ha pubblicato le prime immagini ufficiali. Tra di esse vi è il dettaglio mozzafiato di Messier 78, un vivace vivaio di formazione stellare avvolto in un velo di polvere interstellare. La ripresa della regione, visibile al centro dell’immagine caratterizzata da grande luminosità, non ha precedenti: è la prima foto di questa giovane regione di formazione stellare a questa larghezza e profondità. Messier 78 si trova a 1300 anni luce di distanza nella costellazione di Orione ed è uno dei primi obiettivi di Euclid alla ricerca di risposte sull’origine della materia oscura.

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Stelle in formazione

Un velo filamentoso arancione copre la luminosa regione di formazione stellare Messier 78. Lo sfondo è scuro, punteggiato di stelle e galassie che vanno da piccoli punti luminosi a forme stellate. Il velo in primo piano si estende dall’alto a sinistra all’angolo in basso a destra e ricorda un cavalluccio marino. Le stelle luminose illuminano le regioni degli “occhi” e del “petto” del cavalluccio marino con una luce viola. All’interno della coda, tre punti luminosi si trovano in una formazione simile a un semaforo. Credit: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, elaborazione delle immagini di J.-C. Cuillandre (CEA Parigi-Saclay), G. Anselmi

Euclid ha scrutato in profondità questo vivaio avvolto utilizzando la sua fotocamera a infrarossi, esponendo per la prima volta regioni nascoste di formazione stellare, mappando i suoi complessi filamenti di gas e polvere con un dettaglio senza precedenti e scoprendo stelle e pianeti appena formati. Questa è la prima volta che riusciamo a vedere questi oggetti più piccoli, di dimensioni sub-stellari, in Messier 78; le nuvole scure di gas e polvere di solito li nascondono alla vista, ma gli “occhi” a infrarossi di Euclid possono vedere attraverso queste nuvole oscuranti per esplorare l’interno.

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I sensibili strumenti di Euclid possono rilevare oggetti solo poche volte la massa di Giove, e i suoi strumenti visibili e infrarossi – le telecamere VIS e NISP – rivelano oltre 300.000 nuovi oggetti solo in questo campo visivo. Gli scienziati stanno utilizzando questi dati per studiare la quantità e il rapporto tra stelle e oggetti substellari, il che è fondamentale per comprendere la dinamica di come le popolazioni stellari si formano e cambiano nel tempo.

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Anche gli oggetti substellari come le nane brune e i pianeti canaglia sono un possibile candidato per la materia oscura. Anche se le nostre attuali conoscenze suggeriscono che non ci sono abbastanza di questi oggetti per risolvere il mistero della materia oscura nella Via Lattea, rimane una questione aperta, a cui Euclid risponderà definitivamente sondando una frazione significativa della nostra galassia.

Nella parte superiore dell’inquadratura è visibile anche la brillante nebulosa NGC 2071 e un terzo filamento di formazione stellare verso la parte inferiore dell’immagine (dall’aspetto di un “semaforo”). Questa regione inferiore è una nebulosa oscura che produce stelle di massa inferiore, tutte disposte lungo filamenti allungati nello spazio.

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Fonte: ESA