Mostra a chi vive nelle metropoli quanta aria inquinata respira e da dove proviene.
Nei giorni scorsi Donald Trump ha detto all’Onu che “il cambiamento climatico è una bufala”. Di recente è stata pubblicata una mappa interattiva che consente di monitorare la nostra esposizione all’inquinamento atmosferico. Lo strumento è frutto del lavoro di un gruppo di scienziati, università e gruppi non governativi, la Climate TRACE. I nuovi dati combinano inquinanti atmosferici pericolosi noti come PM2.5 e gas serra, attingono ai dati di oltre 660 milioni di fonti di inquinanti che causano il riscaldamento globale.
Cosa hanno scoperto gli scienziati
I ricercatori hanno scoperto che i “super emettitori” di inquinamento atmosferico, ovvero gli impianti che rientrano nel 10% delle principali fonti di inquinamento da PM2.5 in termini di volume, espongono una quantità sproporzionata di persone all’aria nociva. Degli 1,6 miliardi di persone che vivono nelle zone ad alto inquinamento, più della metà, ovvero circa 900 milioni di persone, sono esposte all’inquinamento atmosferico causato da questi super inquinatori, dicono gli scienziati.
Come è stata elaborata la nuova mappa
Climate TRACE è finanziato e guidato dall’ex vicepresidente degli Stati Uniti Al Gore. Con lui decine di altri collaboratori e professionisti in settori che spaziano dall’intelligenza artificiale al monitoraggio della qualità dell’aria. La nuova mappa dell’inquinamento include informazioni su ogni centrale elettrica, sito di produzione pesante, miniera, porto e raffineria nelle aree urbane selezionate. Climate TRACE ha creato le mappe basandosi sul suo monitoraggio climatico e dell’inquinamento atmosferico e aggiungendo simulazioni meteorologiche di un anno. I risultati mostrano l’inquinamento che si propaga nelle aree urbane in giornate tipicamente soleggiate, ma anche in una giornata con il peggior scenario possibile dal punto di vista meteorologico e con il maggior numero di persone esposte.
Per saperne di più:
- Consulta la mappa su Climate TRACE.
