Nel 1760 salpò da Brest per osservare il transito di Venere a Pondicherry. Una guerra gli impedì di sbarcare. Ottenne di aspettare il transito successivo, otto anni dopo. Quando quel giorno arrivò, il cielo era sereno. E una nuvola coprì il Sole proprio nel momento cruciale. Tornò a casa 11 anni dopo, e scoprì di essere stato dichiarato morto.
Il transito di Venere davanti al Sole è uno degli eventi astronomici più rari, dato che si verifica a coppie distanti più di un secolo l’una dall’altra. Nel ‘700 gli astronomi lo inseguivano per calcolare la distanza Terra-Sole. Il 26 marzo 1760, Guillaume Le Gentil salpò da Brest per Pondicherry, in India, per osservare il transito del 6 giugno 1761. Arrivato a Mauritius, scoprì che la guerra tra Francia e Inghilterra aveva occupato Pondicherry. Non potendo sbarcare, osservò il transito dal ponte di una nave in balia delle onde, con un cielo coperto… e perse la prima occasione.

Una nuvola e una condanna
Decise di restare in India per il transito successivo, l’8 giugno 1769. Trascorse otto anni a mappare coste e aspettare. Costruì addirittura un osservatorio a Pondicherry, tornata francese, e attese pazientemente. Il 3 giugno 1769 il cielo era sereno. Poi, nel momento esatto del transito, una nuvola coprì il Sole e lui non vide nulla. Tornò così in Francia nell’ottobre 1771, dopo ben 11 anni di assenza. Scoprì che era stato dichiarato morto, la moglie si era risposata, i suoi beni erano stati divisi e la sua cattedra all’Accademia delle Scienze era stata assegnata a un altro. Ci vollero anni di battaglie legali per recuperare qualcosa.
Inseguì Venere senza raggiungerlo
Oggi il suo nome è sinonimo di sfortuna, e gli astronomi lo ricordano come l’uomo che inseguì Venere per 11 anni senza mai raggiungerlo. Potremmo definirlo un Ulisse moderno, ma senza alcun lieto fine e con un ritorno molto meno felice.
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