Secondo un nuovo studio, le lune di Giove sono più calde di quanto dovrebbero essere in realtà, a circa 778 milioni di chilometri dal Sole

Si pensava che la maggior parte di questo calore extra fosse fornito da Giove stesso, ma ora c’è una nuova ipotesi: si stanno riscaldando a vicenda. Giove non sta agendo come un “fuoco scoppiettante” per i suoi satelliti ma, a causa della sua enorme massa, sta spingendo e tirando le sue lune e questo genera calore. È un effetto noto come riscaldamento delle maree. Il nuovo modello in questo ultimo studio esamina il riscaldamento da luna a luna, scoprendo che l’interazione gravitazionale che hanno tra loro potrebbe essere sufficiente a causare più riscaldamento contestualmente all’azione di Giove.

Lune di Giove
I 4 satelliti galileiani di Giove. Da sinistra a destra: Io, Europa, Ganimede e Callisto.
Credit: NASA

È sorprendente perché le lune sono molto più piccole di Giove“, afferma lo scienziato planetario Hamish Hay, del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA. “Non ti aspetteresti che siano in grado di creare tanta forza di marea.” La nuova scoperta aiuterà gli astronomi a saperne di più sull’evoluzione del sistema lunare di Giove. Il re dei pianeti possiede 79 lune (Io, Europa, Ganimede e Callisto sono le 4 più grandi). Gli scienziati pensano che queste quattro grandi lune siano abbastanza calde da nascondere oceani di acqua liquida sotto le loro superfici. Io, invece, è abbastanza calda da ospitare più di 400 vulcani attivi. Quindi è chiaro che qualcosa sta impedendo a queste lune di congelarsi nello spazio profondo.

Forza di marea
Un corpo vicino a una grande massa viene attirato e distorto dalle forze di marea.
Credit: Theresa Knott

La risonanza delle maree

Il riscaldamento delle maree funziona attraverso quella che viene chiamata risonanza delle maree: queste lune vengono essenzialmente “vibrate” a determinate frequenze, ed è un fenomeno che si verifica ovunque ci sia acqua, anche qui sulla Terra. “La risonanza crea molto più riscaldamento”, afferma Hay. “Fondamentalmente, se spingi un oggetto o un sistema e lo lasci andare, oscillerà alla sua stessa frequenza naturale. Se continui a spingere il sistema alla giusta frequenza, quelle oscillazioni diventano sempre più grandi, proprio come quando stai spingendo uno swing. Se spingi lo swing al momento giusto, diventa più alto, ma se sbagli, il tempismo, il movimento dell’oscillazione è attenuato.

Giove e Io
Giove e Io ripresi dalla sonda Cassini. Credit: NASA

Calcolando queste frequenze naturali, i ricercatori hanno fatto la loro scoperta: le risonanze di marea di Giove da sole non corrispondono alle dimensioni degli oceani che si pensa ci siano sotto la crosta di queste lune (dunque le forze gravitazionali delle lune stesse sono decisive). Il team pensa che il riscaldamento potrebbe essere sufficiente per sciogliere il ghiaccio all’interno delle lune.

Giove
Giove ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Credit: NASA

Identificare altri modi oceanici

I ricercatori affermano di avere ora una buona base per studiare ulteriormente il fenomeno e lo stesso approccio potrebbe aiutare a identificare probabili mondi oceanici più lontani nello spazio. “In definitiva, vogliamo capire la fonte di tutto questo calore, sia per la sua influenza e sia per l’evoluzione e l’abitabilità dei molti mondi attraverso il Sistema Solare e oltre“, afferma lo scienziato planetario Antony Trinh, dell’Università dell’Arizona.

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