L’oro è il metallo più prezioso in assoluto. Tant’è che, attualmente, rappresenta un prodotto da investimento ed è considerato il più importante bene rifugio. Questo perché, fin dalla sua scoperta (risalente a 6.000 e più anni fa), ha sempre conservato in maniera stabile e resiliente il suo valore.

Oggigiorno, l’oro viene utilizzato per produrre oggetti e monili di pregio (gioielli e accessori) oppure venduto sottoforma di lingotti (oro puro fisico da investimento). Acquistare lingotti serve per convertire valuta (che potrebbe perdere valore nel tempo, a causa della svalutazione del costo del denaro) in un prodotto che, invece, dà maggior margine di sicurezza in questo senso.

Ma da dove proviene l’oro? Qual è l’origine di questo metallo così affascinante, luminoso, accattivante? Forse non ci si pensa quando si acquista un lingotto o un gioiello. Ma l’oro è un minerale che si trova per terra. Letteralmente: l’oro è contenuto nei terreni, nella sabbia, nei sedimenti e nei detriti che compongono i letti dei corsi d’acqua.

Ed è arrivato sulla Terra grazie alle supernove, ossia alle esplosioni stellari. Possiamo proprio dire, oltre ogni ragionevole dubbio, che l’oro è un dono delle stelle.

Supernova

Da dove arriva l’oro? Dalle stelle!

L’oro si forma nel nucleo delle stelle. Nel cuore degli astri la temperatura può arrivare a superare i 50.000 k (kelvin), specie se parliamo di stelle giganti azzurro/blu. Valori pressori e di temperatura elevatissimi provocano la “nucleosintesi stellare”. Cioè la fusione degli atomi che dà origine ai metalli pesanti.

Quando una stella muore, esplode. L’esplosione di una stella si chiama supernova. Durante le supernove l’oro, insieme a tutti gli altri componenti della stella ormai in deterioramento, viene disperso nello spazio. I frammenti, che possono essere di varie dimensioni, viaggiano nell’Universo. Nel corso degli anni luce si incontrano, si attraggono e si agglomerano.

I pezzetti d’oro vanno poi a inglobarsi e unirsi ad altri agglomerati di materiale che, a loro volta, viaggiano nello spazio, creando così i Pianeti. La Terra si è formata in questo modo e, inevitabilmente, ha incapsulato nella sua crosta anche dell’oro.

Oro
Oro

L’oro presente sulla Terra si è sparpagliato su tutta la superficie del Pianeta a causa di:

· terremoti e maremoti;

· eruzioni vulcaniche;

· esplosioni;

· ere (gelate e disgeli);

· condizioni climatiche come vento, piogge, alluvioni.

Fino ad oggi, secondo le stime maggiormente acclarate, sono state estratte circa 190.000 tonnellate d’oro dalla Terra. E, secondo il parere degli esperti, ne esiste una quantità molte volte superiore ancora nascosta e sepolta negli strati più profondi del nostro Pianeta. I primi a riconoscere il valore commerciale dell’oro furono gli abitanti della Mesopotamia. Parliamo del 4000 a.C. quindi più di 6.000 anni fa. Da quel momento in poi anche tutte le altre popolazioni impararono a cercare l’oro e scambiarlo, usandolo come moneta.

Il clamoroso caso dell’asteroide Psyche 16

Bisogna rassegnarsi, quindi, a pensare che l’oro prima o poi finirà? Che lo raccoglieremo ed estrarremo tutto (probabilmente, in futuro, anche quello presente nel nucleo della Terra, se l’uomo riuscirà a produrre macchinari e tecnologie in grado di arrivarvi) fino ad esaurirlo completamente?

Forse sì. Se parliamo di oro terrestre. Ossia di quello presente sul nostro Pianeta. Ma se i giacimenti d’oro fossero nello spazio? In effetti, come abbiamo detto poc’anzi, l’oro nasce nelle stelle e gli agglomerati di questo metallo si formano nello spazio.

Quindi, è logico e concesso pensare che, se sulla Terra l’oro inizia a scarseggiare, nello spazio potrebbe essercene ancora tantissimo e la sua produzione (attraverso le supernove) potrebbe essere, potenzialmente, continuamente rinnovata.

Questa teoria è confermata da una recente scoperta. Stiamo parlando di Psyche 16: un asteroide. Orbita tra Marte e Giove e misura 226 km.

16 Psyche
16 Psyche. Credit: ESO/LAM

La NASA è estremamente interessata a Psyche 16, ecco perché:

· studiarlo, soprattutto studiarne l’interno, potrebbe essere illuminante per comprendere com’è composto nel dettaglio il centro della Terra (pare, infatti, che Psyche si sia formato con modalità sovrapponibili a quelle che hanno dato origine al nostro Pianeta);

· rappresenta un enorme giacimento d’oro che, letteralmente, fluttua nello spazio. Contiene una quantità di oro del valore stimato in 10.000 quadrilioni di dollari.

La NASA, a partire dal 2022, sta dedicandosi a questo asteroide con estrema attenzione. Ha spedito nello spazio una omonima navicella (si chiama anch’essa Psyche), che raggiungerà Marte nel 2023. E, successivamente, nel 2026, orbiterà attorno all’asteroide per circa due anni.

Questo permetterà di studiare l’asteroide da vicino e nel dettaglio. Di conseguenza, non solo si potranno rilevare importanti dati utili a conoscere meglio la Terra e tutti gli altri Pianeti (inclusi quelli che si formeranno in futuro). Ma si potrà anche cominciare a progettare una tecnologia consona a poter estrarre l’oro dall’asteroide.

Tale azione, se mai sarà realizzata, porterebbe una nuova e immensa ricchezza alla Terra. Potrebbe, effettivamente, rappresentare l’inizio di una nuova fase in termini di evoluzione umana, societaria, industriale, tecnologica ed economico-finanziaria.

Immaginiamo lo scenario: arrivano dallo spazio 10.000 quadrilioni di dollari sottoforma di oro. Un evento simile farebbe cambiare tutti gli assetti e gli equilibri finanziari internazionali. Si aprirebbe una vera e propria nuova era!

Purtroppo, questo non avverrà a breve. Le generazioni attualmente viventi non potranno viverlo. Ma la narrazione della proiezione futuristica fa presagire esattamente questo.

Come si presenta l’oro in Natura?

Fino ad ora abbiamo parlato di come si forma l’oro, di come si presenta nello spazio e di come diventi parte integrante dei Pianeti. Vediamo ora com’è l’oro sulla Terra ossia come lo possiamo trovare in Natura nei terreni del nostro Pianeta.

In Natura l’oro si può trovare in diversi formati:

· pepite;

· scaglie;

· polvere.

Si chiamano pepite i pezzi d’oro di dimensioni piuttosto grandi. La maggior parte delle pepite ha la grandezza di un sassolino (4/5 mm di diametro) ma ne esistono anche di molto grandi, sebbene siano rare e, ovviamente, di valore inestimabile.

Le scaglie sono frammenti d’oro paragonabili, per grandezza, alla ghiaia.

Infine, la polvere d’oro, che si può recuperare soprattutto filtrando i detriti fluviali, è, per l’appunto, una polvere simile, per grandezza e consistenza, alla sabbia.

Com’è fatta una pepita d’oro?

Va detto che, parlando di oro in Natura, la pepita è il formato che più stuzzica le fantasie e la curiosità sia dei neofiti che dei più esperti.

Basti pensare all’iconografia western: quante volte, nei film, soprattutto quelli ambientati nel periodo della caccia all’oro, le scene migliori ruotavano attorno alla trattativa (o al tentativo di furto e rapina) del classico sacco che conteneva pepite d’oro faticosamente trovate dall’eroe di turno durante il suo peregrinare come cercatore d’oro?

Vediamo insieme com’è fatta una pepita d’oro, quali sono le caratteristiche affinché un “sasso dorato” possa essere considerato pepita e, quindi, avere un valore:

· dimensioni superiore a 4 millimetri di grandezza o peso pari o superiore a un grammo;

· lo strato esterno, quindi l’involucro superficiale, deve essere di oro puro (che dona alla pepita il caratteristico colore giallo e lo scintillio);

· all’interno della pepita, invece, non c’è solo ed esclusivamente oro ma una lega di oro/argento che deve essere pari, al massimo, al 20% del peso totale;

· raramente nelle pepite si trovano tracce di mercurio e tellurio che, se minime, non ne intaccano il valore;

· l’interno della pepita non è compatto ma poroso, quindi con presenza di vuoti, spesso riempiti da argilla, ossidi di ferro, quarzo.

Naturalmente, il valore di una pepita dipende dalla sua grandezza e dalla sua qualità.

Lingotto oro

Pepite più grandi valgono di più: è sempre valido questo assioma?

Non necessariamente. Se oltre ad essere più grandi contengono anche una percentuale di oro puro maggiore e sono poco porose, sì. Altrimenti, potrebbero essere più preziose pepite più piccole. La sua purezza viene indicata come caratura dell’oro, da cui ne derivano i suoi diversi utilizzi.

In conclusione: maggior quantità di oro puro si riesce a recuperare da una pepita e più valore ha la pepita stessa.

Welcome Stranger: la pepita più grande del mondo

La più grande pepita mai trovata, fino adesso, al mondo, ha un nome e cognome ed è famosissima. Si chiama Welcome Stranger ed è stata trovata il 5 febbraio 1869 a Victoria, in Australia.

Il suo ritrovamento lo si deve a due minatori che, di mestiere, si dedicavano proprio allo scandaglio di miniere alla ricerca d’oro e di altre pietre e metalli preziosi: John Deason e Richard Oats.

Welcome Stranger pesava 72 kg (un peso pari a quello di un uomo adulto di media costituzione) e misurava 61 centimetri. Ai tempi non esisteva nemmeno una bilancia abbastanza grande per poterla pesare. Infatti, Welcome Stranger fu spezzata prima di essere pesata (a Dunolly, nella sede della London Chartered Bank).

Purtroppo, la rottura di Welcome Stranger fu eseguita prima di fotografarla intera. Questa scelta ha privato i posteri (e noi) dell’emozione di poter vedere almeno una foto di questa leggendaria enorme pepita d’oro nella sua interezza e in tutto il suo splendore e magnificenza.

Ai tempi, i due minatori di origine Cornish meritevoli di aver trovato la pepita d’oro gigante, ricevettero in cambio 10.000 sterline. Secondo le stime degli esperti, oggigiorno, una pepita d’oro di quelle dimensioni potrebbe valere oltre due milioni di sterline.

Dove si trova l’oro? Dove cercare le pepite?

Come abbiamo già detto, l’oro può trovarsi ovunque sulla crosta terrestre o nelle profondità del nostro Pianeta, al cosiddetto “Centro della Terra”. Anzi, gli studiosi pensano che grandi giacimenti aurei, non ancora scoperti, potrebbero essere proprio nel nucleo terrestre, laddove è difficilissimo arrivare anche con gli strumenti di alta tecnologia a disposizione (a causa, soprattutto, delle temperature elevatissime).

Tuttavia, la maggior parte dell’oro trovato ed estratto fino ad adesso, è stato recuperato:

· in zone rocciose;

· laddove si depositano molti detriti (fiumi, laghi, ruscelli, letti di corsi d’acqua in generale).

In Italia, per esempio, il Ticino ha rappresentato per decenni una delle falde aurifere più importanti e fruttuose. L’oro ticinese si recupera grazie a un’operazione denominata “lavaggio delle sabbie alluvionali”.

Che consiste nel recupero di enormi quantità di sabbia (sia asciutta, quindi presa dalle sponde del fiume, sia bagnata, ossia estratta direttamente dal letto fluviale) e nel suo accurato filtraggio.

Negli ultimi anni la quantità di oro che si trova in questa particolare zona d’Italia pare essere in costante calo ma gli appassionati sostengono di riuscire a trovare ancora pepite e frammenti di dimensioni considerevoli.

Pertanto, il giacimento aureo del Ticino non si può ancora dichiarare esaurito e resta uno dei più interessanti presenti nel nostro paese.

Possiamo quindi dire che l’oro è un prodotto naturale?

La risposta è sì. L’oro è un prodotto naturale e non è possibile ricrearlo artificialmente.

In pratica:

· l’oro che vale, quello che ha realmente valore se utilizzato per forgiare oggetti o lingotti è unicamente quello estratto dalla Terra;

· non è possibile, ad oggi, creare l’oro in laboratorio.

Per questo il suo valore continuerà ad aumentare: più ne viene estratto e meno ne resta in Natura. Per la legge “domanda/offerta”, pertanto, il valore dell’oro salirà in maniera inversamente proporzionale alla quantità che ne resterà in circolazione.

Proprio per questo motivo, negli ultimi anni, moltissime persone stanno convertendo parte del loro capitale in oro puro da investimento. Per preservarne, a lungo termine, più possibile il valore e aggirare fenomeni quali inflazione, deflazione e svalutazione.

L’oro è talmente naturale che è presente perfino nel corpo umano. Fin dalla nascita, ognuno di noi ha, all’interno del proprio organismo, oro per circa lo 0,000000003% del proprio peso corporeo. Questo significa che un adulto di 70 kg ha nel proprio corpo circa 2 mg di oro.

L’oro che circola nell’organismo umano ha qualche funzione specifica?

La maggior parte dell’oro contenuto nell’organismo umano si trova nei tessuti connettivi: capelli, pelle, rivestimenti cartilaginei e tessuti protettivi che rivestono gli organi.

Non ha una particolare influenza sulla salute e sul benessere, né tantomeno può creare disturbi, fastidi e/o problematiche particolari.

Recenti studi, però, eseguiti specialmente in ambito dermatologico e cosmetico, sostengono che l’oro potrebbe avere un ruolo più che marginale nella corretta funzionalità della microcircolazione. Pare che sostenga l’ossigenazione dei tessuti e, di conseguenza, che contribuisca a migliorare la qualità e la bellezza di pelle e capelli e che promuova il turn-over e la riparazione cellulare.

Si può quindi dire che funge da antiossidante, ossia da sostanza che aiuta a rallentare il processo di invecchiamento e da blando antinfiammatorio. Non a caso, moltissimi cosmetici anti-age e anti-inestetismi (acne, rosacea, dermatite) sono proprio a base di oro.

Ricordiamo, inoltre, come l’oro venga utilizzato come materiale riempitivo e ricostruttivo (ad esempio per i denti). Si sceglie l’oro proprio perché, essendo un materiale contenuto naturalmente nel corpo umano, non dà problemi di rigetto o reazione allergica.

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