Uno studio rivela che il debole campo magnetico di Mercurio riesce a intrappolare periodicamente il vento solare, generando fasce di radiazione temporanee simili alle fasce di Van Allen terrestri.
Mercurio, il primo pianeta del Sistema Solare, resta in parte un mistero: poche missioni spaziali lo hanno visitato e i dati raccolti finora hanno ribaltato le aspettative degli scienziati. Uno degli aspetti più sorprendenti è il suo campo magnetico, scoperto nel marzo 1974, che lasciò perplessi i ricercatori proprio per le dimensioni ridotte del pianeta, grande all’incirca quanto la metà degli Stati Uniti continentali.

Una nuova scoperta a mezzo secolo di distanza
A oltre cinquant’anni da quella scoperta, un team di ricercatori statunitensi e francesi ha pubblicato nuovi risultati sul campo magnetico di Mercurio, che è circa cento volte più debole di quello terrestre. Lo studio ha indagato se, in determinati punti dell’orbita del pianeta, questo campo così tenue riesca comunque a intrappolare il vento solare, dando origine a vere e proprie fasce di radiazione, un fenomeno che per decenni si riteneva impossibile su un pianeta così piccolo.
Il metodo: dati MESSENGER e simulazioni al computer
I ricercatori hanno combinato i dati raccolti dalla sonda MESSENGER della NASA con nuovi metodi di analisi e modelli computerizzati, allo scopo di simulare la possibile esistenza di fasce di radiazione attorno a Mercurio. L’obiettivo era chiudere un dibattito scientifico decennale, nato dalle osservazioni discordanti tra la sonda Mariner 10 e la successiva missione MESSENGER, che inizialmente sembrava smentire l’ipotesi.
Un’orbita ellittica che fa la differenza
A differenza della Terra, la cui orbita è quasi circolare (eccentricità di 0,0167), Mercurio segue un percorso marcatamente ellittico, con un’eccentricità di 0,2056. Questa variazione nella distanza dal Sole è proprio ciò che permette al campo magnetico del pianeta di comportarsi in modo diverso a seconda del punto dell’orbita in cui si trova.

Implicazioni per lo studio degli esopianeti
Il caso di Mercurio non interessa solo il Sistema Solare: su oltre 6.300 esopianeti confermati, si stima che tra 4.500 e 5.000 orbitino più vicino alla propria stella di quanto Mercurio orbiti attorno al Sole. Comprendere come un campo magnetico debole possa comunque proteggere, almeno in parte, un pianeta dal vento stellare aiuta gli scienziati a immaginare condizioni simili su mondi lontani e potenzialmente abitabili.
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