Il quarto test di volo del rivoluzionario sistema di lancio di SpaceX ha portato a casa tutti i risultati prefissati sia del Super-Heavy che di Starship

Il quarto test di volo del rivoluzionario sistema di lancio di SpaceX ha portato a casa tutti i risultati prefissati: rientro controllato con simulazione dell’azione di cattura, da parte della torre di lancio, del Super-Heavy nell’Oceano Atlantico, rientro (con qualche batticuore) dall’atmosfera di Starship con splash down nell’Oceano Indiano. Insomma: un’ora di emozionante cavalcata spaziale che ha rappresentato un’importante passo avanti nello sviluppo di questo sistema.

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E’valsa la pena di aspettare

Ebbene anche questo test ci ha regalato una piccola attesa. Non tanto per l’autorizzazione della FAA che è arrivata puntualmente il giorno precedente al lancio, quanto per un piccolo rinvio dell’orario che è slittato dalle pianificate 14:20 alle 14:50 italiane. Ma, a parte questo piccolo particolare, l’inizio dello spettacolo è arrivato qualche secondo prima dello zero: il water deluge system, implementato dopo il primo test del 20/04/2023, ha inondato lo stage 0, la base della rampa di lancio, assorbendo egregiamente l’impressionante onda d’urto dei 33 motori Raptor accesi a pieno regime.

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Nonostante il quasi istantaneo spegnimento di uno dei motori al primo stadio, il lanciatore ha proseguito senza intoppi la sua ascesa nel cielo del Golfo del Messico raggiungendo, dopo 1’:02”, il primo momento critico: quello del cosiddetto MaxQ cioè il momento in cui il complesso Starship più Super Heavy, ormai a velocità supersonica, subisce la massima pressione aerodinamica.

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Il momento del lancio. Sono le 14:50 italiane. Credito: SpaceX

In compagnia dell’Anello…

Dopo 2’:44” l’accensione di 6 dei 24 motori Raptor di Starship è avvenuta senza intoppi nella fase dell’Hot Staging; successivamente l’avvio dei rimanenti Raptor ha facilitato la separazione dei due componenti il veicolo spaziale.  In questa fase è entrata in scena la prima novità: la separazione dell’anello di hot-staging dal Super Heavy subito dopo il distacco con Starship.
Nelle immagini diffuse via X da SpaceX, si è vista la parte superiore del Super Heavy, priva dell’anello superiore che a sua volta, ha proseguito la sua parabola discendente verso il nostro pianeta. Come dichiarato da SpaceX, a regime questa procedura dovrebbe essere abolita. Per il presente volo e fintanto che la procedura di rientro controllato non darà le necessarie garanzie d’affidabilità, il rientro del Super Heavy verrà reso più agevole alleggerendo la struttura, appunto, con l’espulsione dell’anello d’interstadio.

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Il momento del distacco dell’anello d’interstadio. Credito: SpaceX

Ultimo Super Heavy “a perdere”?

Altro momento chiave della missione è stata la manovra, già tentata senza successo nel test n.3 del 14/3/2024, dove, dopo aver frenato il Super Heavy fino ad azzerarne la velocità, viene simulata la cattura da parte della struttura a forma di tenaglia della rampa di lancio, chiamata Mechazilla usata anche per il sollevamento ed il posizionamento della Starship stessa sopra il suo primo stadio. Anche in questo caso, la manovra è stata un successo: abbiamo visto tutti le immagini del Super Heavy in Hovering, cioè sospeso a mezz’aria, e con ancora 12 motori attivi, sopra la superficie dell’Oceano Atlantico sette minuti dopo il lancio: missione compiuta! Il prossimo passaggio sarà, e forse già avverrà nel Test n.5 il recupero vero e proprio del Super Heavy che verrà fatto rientrare sopra la base di Boca Chica da dove era partito.

L’hovering a pelo d’acqua sulla superficie dell’Oceano Atlantico. Credito: SpaceX

Il volo (quasi) orbitale di Starship

Il veicolo orbitale ha proseguito, nel frattempo, la sua ascesa raggiungendo l’altitudine massima di 213 Km ed una velocità, 26.000 Km/h circa, prossima alla V1 cioè la velocità orbitale che sappiamo essere 27.000 Km/h. In questa fase c’è stato un lungo blackout della diretta streaming, che ha visto punte di 2,5 milioni di persone collegate online: l’immortale An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio Blu) di Johann Strauss II ci ha accompagnato per circa 40’. Cosa sia successo in quei momenti, in cui comunque la telemetria ha continuato a fornire dati sul volo di Starship, non è dato sapere. SpaceX ha dichiarato che nel 4°test non sarebbero stati tentati né l’apertura del portello del vano di carico, né il rimescolamento del carburante tra i serbatoi. Ciò allo scopo di semplificare la missione. Erano circolate notizie, non smentite dal governo statunitense, sui possibili impieghi militari del sistema di lancio, soprattutto per la capacità potenziale di trasportare elevati carichi in qualsiasi parte del globo entro 90’ dal lancio. Potrebbe essere un’ipotesi, e, forse, in quei 40’, sono stati effettuati esperimenti classificati, ma cerchiamo di non pensarci…

Il caldo abbraccio dell’atmosfera

Come detto, circa 40’ dopo il lancio, è iniziata la lunga manovra di aerofrenata che, pur mantenendo l’altitudine di Starship pressoché costante, gli ha fatto smaltire gran parte della velocità accumulata. Un grande brivido… Caldo ha percorso le schiene di tutti gli spettatori quando, intorno a 47’:25” durante il rientro negli strati alti dell’atmosfera terrestre, abbiamo notato un’insolito punto di pressione termica situato nel bordo d’attacco interno dell’elevone (la superficie aerodinamica di controllo).

Presto è degenerato in uno squarcio che, proiettando anche una notevole massa di piccoli detriti, hanno danneggiato la telecamera che fino a quel momento aveva diffuso le spettacolari immagini, trasmesse dalla rete Starlink. Ma, nonostante questo, la superficie di controllo ha mantenuto la sua funzionalità e Starship ha concluso il suo volo effettuando, come programmato dopo 1h:05’:38”, la manovra di ribaltamento e l’accensione degli ultimi tre motori Raptor che hanno frenato il veicolo consentendogli di ammarare dolcemente nelle acque dell’Oceano Indiano.

Il momento in cui si genera un punto di stress termico sul bordo d’attacco interno di uno degli elevoni di Starship. Credito: SpaceX

Un successo che apre nuovi scenari

Obiettivi centrati, dunque. Un programma meno ambizioso rispetto al terzo test, ma di completo successo che apre la via ai prossimi due voli previsti per l’anno 2024. Nel 5°test verrà sicuramente tentata la manovra di recupero del Super Heavy e, forse, il volo orbitale che, sicuramente, sarà il clou del 6° test. Di sicuro registriamo, a margine dello spettacolo a cui abbiamo assistito in diretta e che rappresenta anche un successo per la piattaforma X che ha retto l’impatto di milioni di utenti connessi sempre con immagini in HD, anche la migliore predisposizione dell’autorità federale statunitense, l’FAA, che, alla luce dei continui successi e miglioramenti portati in campo da SpaceX rilascia con maggior facilità le proprie concessioni. Possiamo star certi che per il test n.5 l’iter autorizzativo sarà ancora più snello. Il sistema Super Heavy e Starship è già in grado, da oggi, di portare carichi in orbita e rientrare nell’atmosfera. Quando diverrà completamente affidabile e riutilizzabile, tutto il resto diventerà improvvisamente più vecchio.

Fonte, immagine di copertina credit SpaceX