Il paradosso di Thanos: perché dimezzare la vita causerebbe l’estinzione totale secondo la scienza
Manca ormai qualche mese all’uscita di Avengers: Doomsday, momento migliore per fare un rewatch dei film dell’Mcu (e notarne i rispettivi errori scientifici). Riguardando Infinity War ed End Game, c’è sempre quel momento in cui Thanos espone la sua logica e si è davvero tentati di dargli ragione. Le risorse sono finite e le bocche da sfamare troppe, quindi se dimezzi la popolazione chi resta avrà il doppio della torta.
Sembra un calcolo inattaccabile, o almeno così c’hanno sempre fatto pensare. Negli anni infatti, molti hanno spesso sostenuto che Thanos avesse un fine nobile perseguito con metodi sbagliati (i peggiori possibili). La realtà scientifica però è diversa: il Titano pazzo, pur essendo senza ombra di dubbio, un genio dal punto di vista militare, aveva lacune evidenti dal punto di vista scientifico e biologico.

Gli ecosistemi sono reti, non somme
Il difetto fondamentale del suo ragionamento sta nel trattare la vita come una lista di inutili nomi su un foglio di calcolo excel. Se cancelli metà delle righe, il file diventa più leggero e gestibile, sì, ma il discorso cambia ovviamente con la vita. Un ecosistema reale funziona come una ragnatela complessa, non come un elenco. La fisica dei sistemi complessi utilizza il concetto di “soglia di percolazione” per descrivere il punto critico sotto il quale una rete smette di essere connessa e si disintegra in frammenti isolati.
Rimuovendo il 50% dei nodi in modo casuale si distruggono le connessioni vitali che tengono in piedi la struttura: se spariscono metà delle zebre, i leoni non festeggiano l’abbondanza di spazio: muoiono di fame prima che le prede possano riprodursi. Se vengono a mancare gli insetti impollinatori, le piante non si riproducono, i raccolti falliscono e l’intera catena alimentare crolla (e noi con lei).
Gli ecologi definiscono questo fenomeno “estinzione a cascata“. Svariati studi mostrano come la soglia di collasso sia spesso superiore al 50%, il che significa che lo schiocco non ha portato equilibrio, ma ha programmato un’estinzione in differita per i sopravvissuti. Date ragione a Thanos adesso, vediamo.
La questione batterica
C’è poi un aspetto pratico che i film Marvel evitano di mostrare per ovvi motivi estetici, come spesso viene fatto nell’MCU, cosa che andremo a vedere insieme anche nei prossimi articoli. Kevin Feige, niente meno che il presidente dei Marvel Studios, ha confermato che lo schiocco ha coinvolto “tutta la vita”, batteri inclusi. Questo è il vero disastro.
Il corpo umano non è un monolite (sì, come quello di 2001) ma un “condominio”: ospitiamo circa una cellula batterica per ogni cellula umana. Il microbioma intestinale lavora costantemente per digerire il cibo, sintetizzare vitamine essenziali e addestrare il sistema immunitario.
Dimezzare quella popolazione microbica in un istante manderebbe il corpo in shock: la digestione si bloccherebbe e il sistema immunitario, privo dei suoi alleati, lascerebbe campo libero alle infezioni. Lo scenario post-schiocco non vede “un universo grato che guarda l’alba e ringrazia”, ma una popolazione denutrita e con le difese immunitarie a terra.

Thanos credeva di salvare l’universo, ma la scienza racconta l’opposto: dimezzare la vita significa condannarla al collasso, non darle abbondanza. Il suo paradosso dunque, non è etico, ma fisico. Le leggi della natura sono inviolabili, nemmeno un Guanto dell’Infinito può cambiarle. Quindi, anche se un Titano pazzo ci offrisse la soluzione, la natura ci ricorda che non si possono aggirare le leggi della vita senza pagare un prezzo altissimo. Nel caso dei 2 film per fortuna, non abbiamo pagato l’estinzione, ma un prezzo comunque enorme: perdere Tony Stark.
Per saperne di più:
• R. May, Nature, Stability of Complex Systems
• IPBES, Global Assessment on Biodiversity
• L. Margulis, Symbiosis in Cell Evolution
• I. Prigogine, Order Out of Chaos
