Per anni gli astronomi si sono chiesti cosa alimentasse le Supernove superluminose, esplosioni stellari capaci di brillare fino a 100 volte più intensamente di una supernova comune. Oggi, grazie all’osservazione dell’evento SN 2024afav e a Einstein, abbiamo finalmente una risposta
Per anni gli astronomi si sono chiesti cosa alimentasse le Supernove superluminose, esplosioni stellari capaci di brillare fino a 100 volte più intensamente di una supernova comune. Oggi, grazie all’osservazione dell’evento SN 2024afav e a Einstein, abbiamo finalmente una risposta.
L’anomalia: un segnale che cinguetta
Mentre le normali supernove seguono un percorso prevedibile come l’aumento di luminosità e poi svaniscono, SN 2024afav ha mostrato uno schema insolito. Gli scienziati, monitorandola per mesi con una rete globale di telescopi, hanno notato un andamento ondulatorio nella sua luce: una serie di picchi che diventavano sempre più rapidi nel tempo. Questo segnale, tecnicamente chiamato “chirp” (cinguettio), secondo il team guidato dall’astrofisico Joseph Farah, rappresenta la prova della nascita di una Magnetar.
Energia magnetica

Una Magnetar è un tipo di stella di neutroni caratterizzata da un campo magnetico estremamente intenso. La loro caratteristica distintiva non è solo la velocità, ma l’immenso serbatoio di energia magnetica. Quando una magnetar si forma in seguito a una supernova, il suo rapido rallentamento del suo campo magnetico trasferisce energia ai detriti espulsi. Questo processo alimenta il materiale rendendo l’esplosione molto luminosa, fenomeno noto come supernova superluminosa. Tuttavia, questo non spiegava perché la luce oscillasse. La risposta è stata trovata nella Relatività Generale di Einstein.

La trottola
La densità estrema e la rotazione frenetica di una magnetar generano il trascinamento del sistema di riferimento, un effetto previsto dalla Relatività Generale e noto come effetto Lense-Thirring. In sostanza, la stella non ruota semplicemente nel vuoto, ma aggancia e trascina con sé lo spazio-tempo circostante, distorcendone la geometria locale. Questa distorsione fa sì che il disco di detriti, se inclinato rispetto all’asse di rotazione della stella, oscilli proprio come una trottola. Durante l’oscillazione, più il disco si avvicina alla stella, più l’effetto diventa forte e l’oscillazione rapida: ecco perché gli intervalli tra i lampi di luce si rimpiccioliscono, creando il caratteristico “cinguettio”.

Una nuova frontiera
Questa scoperta è fondamentale perché è la prima volta che la relatività generale si renda necessaria per spiegare la meccanica di una supernova. Finora, i modelli basati sulla fisica classica (newtoniana) o sui soli campi magnetici non erano riusciti a interpretare i dati osservati.
Fonte: Sciencealert.com
