Ve lo siete mai chiesti? Lo spazio lì fuori è stracolmo di oggetti vaganti e potrebbe essere solo questione di tempo prima che un asteroide si diriga dritto verso la Terra

Quando pensiamo all’impatto di un asteroide con la Terra tendiamo a considerarlo ”fantascienza”. In realtà la scienza conferma che la probabilità di tale evento non è mai zero! E’ molto difficile determinare quando e se la traiettoria di questi oggetti vaganti (come un asteroide o una cometa) nello spazio intersechi la nostra Terra. Quello che possiamo fare per prevenire disastrose conseguenze è prepararci e cooperare affinché, nell’eventualità, sapremmo come muoverci.

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Quali sarebbero le conseguenze di un impatto con un asteroide grande 500 metri?

Immaginate di svegliarvi al mattino, prepararvi la colazione, accendere la tv ed ascoltare le ultime notizie: un asteroide del diametro di 500 metri sta per impattare inevitabilmente la nostra Terra! Cosa fareste? Sicuramente il panico prenderebbe il sopravvento mentre gli scienziati di tutto il mondo cercherebbero di capire quali sarebbero le conseguenze di un evento del genere. Analizziamole. Se l’asteroide colpisse la terraferma, l‘impatto scaverebbe un cratere di 9 km di diametro e 0,7 km di profondità. Potrebbe produrre 4 km3 di materiale espulso. Il materiale espulso si riscalderebbe e verrebbe spinto verso l’alto nell’atmosfera, per poi piovere successivamente dal cielo scatenando tempeste di fuoco. Se colpisse invece l’oceano, scatenerebbe enormi tsunami che diverrebbero ben presto una terribile minaccia per tutti gli esseri viventi. In entrambi i casi, il corso della civiltà umana sarebbe alterato per sempre. Nulla sarebbe come siamo abituati a vederlo oggi. Tutto dipende dalle dimensioni dell’asteroide, perché è vero che ci sono molti asteroidi più grandi di 500 metri ma ce ne sono anche molti più piccoli. In ogni caso, chiunque sopravvivesse all’impatto di un asteroide abbastanza grande sarebbe molto probabilmente spinto in una lotta per la sopravvivenza che non avrebbe nulla da invidiare a ciò che i nostri antichi antenati affrontavano. Inutile dire che saremmo fregati!

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L’aspetto politico

Analizzate le conseguenze scientifiche, come affronterebbe la politica un evento del genere? Il 2011 è stato un anno importante nella preparazione all’impatto di un asteroide. Il Comitato delle Nazioni Unite per l’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico (COPUOS) ha istituito il Gruppo d’azione sugli oggetti vicini alla Terra. Quest’anno molti tra scienziati e politici hanno tenuto la Conferenza sulla Difesa Planetaria 2023 per esaminare tutte le questioni relative all’impatto di un asteroide. La premessa della conferenza è piuttosto semplice: un asteroide di 500 metri di diametro si sta dirigendo verso la Terra (parliamo di Apophis). Si tratta di un asteroide vicino alla Terra scoperto a gennaio 2023. A causa dell’orbita è stato difficile da individuare. Il PDC lo ha ritenuto un asteroide potenzialmente pericoloso e gli ha dato il nome di 2023 PDC.  E’ stato stabilito che l’asteroide avrebbe colpito la Terra nell’ottobre 2036, dando all’umanità 12,5 anni di tempo per pensare a delle soluzioni. – Ovviamente ad oggi sappiamo che questo non succederà ma è importante ipotizzare qualcosa del genere per capire come affrontarlo. – Questo tempo è fondamentale; dà all’umanità la possibilità di studiare l’asteroide, determinarne la composizione e persino inviare un veicolo spaziale per studiarlo. Ma c’è un lato da non sottovalutare. Come reagirebbe l’umanità?

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L’aspetto sociale

Pensateci: una volta determinato il sito d’impatto, in quel luogo regnerebbe il caos? Dove andrebbero tutti? Chi li accoglierebbe? Le banche fallirebbero ed anche l’economia; per non parlare dell’industria, così come l’agricoltura e la produzione alimentare. La gente cercherebbe di fuggire e la legge e l’ordine pubblico sarebbero messi a rischio. Insomma, sarebbe un periodo di imprevedibilità e caos. Potrebbero esserci guerre e chissà quali altre manifestazioni del lato animale primitivo dell’umanità. Forse una parte della popolazione verrebbe incolpata come capro espiatorio e radunata in campi profughi. Tutte queste cose sono accadute più volte nella storia dell’umanità senza la minaccia apocalittica dell’impatto di un asteroide: non è fantascienza. Questa nuova analisi scava nell’aspetto sociale di un attacco imminente al di là di rilevarlo e deviarlo.

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Credit: ESA

A quali domande saremmo chiamati a rispondere?

Ecco alcune delle questioni che lo studio evidenzia e che devono essere affrontate in anticipo:

  1. Se sono necessarie evacuazioni, come verrebbero organizzate? Saranno i più vulnerabili ad avere la priorità? O i più produttivi?
  2. Come reagiranno le istituzioni sociali? Le università, i social media, le religioni e altri reagiranno con pensieri catastrofici o con la sensibilizzazione?
  3. Ci sarebbe la responsabilità di accogliere altri cittadini in caso di catastrofe (sfollamento interno vs. sfollamento transfrontaliero)?
  4. Chi pagherà? Come e quando?
  5. Se avessimo bisogno di utilizzare una testata atomica per distruggere un asteroide, come sarà organizzato il tutto? Ci sarà diffidenza?
  6. Che ruolo giocheranno i paesi in via di sviluppo rispetto a quelli supersviluppati?
  7. I rivali geopolitici cercherebbero di ottenere un vantaggio?
  8. Se abbiamo 12,5 anni di anticipo, come si organizzeranno le democrazie basate su mandati di governo quadriennali?

Il problema principale riguarda l’uso di un ordigno esplosivo nucleare. Poiché i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, ognuno dei quali può porre il veto all’uso di una NED nello spazio, sono potenze nucleari, sarebbe necessario impegnarsi in discussioni geopolitiche ed economiche, possibilmente anche culturali e religiose. In un certo senso, l’impatto di un asteroide sarebbe il test definitivo per la nostra specie. Il cambiamento climatico è una minaccia che si muove lentamente, interamente creata da noi stessi. Ma gli asteroidi sono diversi. Gli impatti con gli asteroidi sono del tutto naturali, così come le estinzioni. Se vogliamo sopravvivere al primo ed evitare il secondo, dovremo prepararci il più possibile. 

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