Utilizzando le informazioni contenute nelle rocce sulla superficie terrestre, gli scienziati hanno ricostruito la tettonica a placche del pianeta negli ultimi 1,8 miliardi di anni
Grazie alle informazioni contenute nelle rocce sulla superficie terrestre, gli scienziati hanno ricostruito la tettonica a placche del pianeta negli ultimi 1,8 miliardi di anni. È la prima volta che la documentazione geologica della Terra viene utilizzata in questo modo, guardando così indietro nel tempo. Ciò ha permesso agli studiosi di mappare il pianeta nell’ultimo 40% della sua storia, come potete vedere nell’animazione qui sotto. Il lavoro, guidato da Xianzhi Cao dell’Ocean University in Cina, è stato pubblicato sulla rivista open access Geoscience Frontiers.
La storia recente del nostro pianeta
Il video inizia con la mappa del mondo che ci è tanto familiare. Poi l’India si sposta rapidamente verso sud, seguita da parti del Sud-est asiatico mentre l’antico continente del Gondwana inizia a formarsi nell’emisfero australe. Circa 200 milioni di anni fa, quando sulla Terra camminavano i dinosauri, il Gondwana si unì al Nord America, all’Europa e all’Asia settentrionale per formare un grande supercontinente chiamato Pangea. Poi, la ricostruzione prosegue a ritroso nel tempo. Pangea e Gondwana si sono formate da collisioni di placche più vecchie. Mentre il tempo scorre all’indietro, appare un supercontinente chiamato Rodinia. Ma non finisce qui. Rodinia, a sua volta, è formata dalla rottura di un supercontinente ancora più antico chiamato Nuna, circa 1,35 miliardi di anni fa.
Perché mappare il passato della Terra
Tra i pianeti del Sistema Solare, la Terra è unica per la sua tettonica a placche. La sua superficie infatti è divisa in frammenti (placche) che si scontrano tra loro e creano montagne, o si dividono e formano fratture negli abissi che sono state poi riempite dagli oceani. Modellare il passato del nostro pianeta è essenziale se vogliamo capire come i nutrienti abbiano spinto l’evoluzione. Ci sono 4,6 miliardi di anni da studiare e le rocce su cui camminiamo contengono la prova di come la Terra è cambiata nel corso di questo lasso di tempo.
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