La scossa è tra le più forti della storia recente dei Campi Flegrei e data l’elevata energia liberata e la scarsa profondità dell’ipocentro, le onde sismiche si sono propagate con grande intensità in superficie
Paura ai Campi Flegrei: i sismografi dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) hanno registrato la scossa principale alle ore 05:50:52, localizzando l’epicentro nel Golfo di Pozzuoli a una profondità estremamente superficiale di circa 3 chilometri. La magnitudo stimata è pari a Md 4.4, un valore considerevole per la dinamica sismica locale, accompagnata da una mappa di scuotimento (Shakemap) che indica livelli percepiti fino al V grado della scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).
Osservatorio vesuviano in azione
La Sala Operativa dell’Osservatorio Vesuviano di Napoli sta monitorando costantemente l’evoluzione della situazione. Data l’elevata energia liberata e la scarsa profondità dell’ipocentro, le onde sismiche si sono propagate con grande intensità in superficie, generando panico tra i residenti che si sono riversati in strada a Pozzuoli, Bagnoli e nei quartieri occidentali di Napoli.

Al momento si registrano già le prime conseguenze sul territorio. Il comune più colpito dai danni strutturali risulta essere Bacoli, dove il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha confermato il parziale crollo del celebre Belvedere “Maurizio Valenzi” in via Castello. Si segnalano inoltre distacchi di intonaci e calcinacci dalle facciate di diversi edifici privati e verifiche in corso sulla stabilità delle infrastrutture.
Il contesto geologico: il bradisismo flegreo

Da un punto di vista puramente geologico e geofisico, eventi di questa natura sono direttamente riconducibili alla complessa attività di bradisismo che caratterizza la caldera dei Campi Flegrei. L’innalzamento del suolo, spinto dalle pressioni dei fluidi idrotermali e del sistema magmatico sottostante, sottopone la crosta superficiale a fortissimi stress meccanici. Gli scienziati continuano ad analizzare i dati geodetici e la composizione chimica dei gas delle fumarole della Solfatara e delle aree marine circostanti per comprendere se questo picco di rilascio energetico comporterà variazioni nei trend di sollevamento del terreno, che rimangono costantemente sotto la lente d’ingrandimento della Protezione Civile e della comunità scientifica internazionale. Seguiranno aggiornamenti.
Per saperne di più:
- Consulta il sito dell’INGV
