L’oggetto che genera il segnale radio si trova a 49.000 anni luce dalla Terra, ai confini della Via Lattea, la nostra galassia
Molti oggetti sparsi nella Via Lattea tremolano, brillano e pulsano in modi peculiari. Dal “fruscio” intermittente di una pulsar all’improvvisa eruzione e al lento affievolirsi della luce di una nova, gli astronomi conoscono bene i vari cambiamenti transitori a cui sono soggetti gli oggetti cosmici. Sarebbe però un errore pensare che il catalogo delle bizzarrie siderali sia completo. Gli astronomi hanno ora osservato un oggetto che si comporta in modi mai visti prima con un segnale radio captato
L’oggetto
Si chiama VT J1906+0849, si trova oltre il braccio spirale esterno Norma-Cigno della Via Lattea e cambia continuamente nella sua intensa luce radio. La cosa strana? Qualunque cosa alimenti l’oggetto sembra operare su una scala temporale di decenni. La sorgente è un transiente di sincrotrone galattico distante che è rimasto radio-brillante per circa due decenni, mostrando una frequenza di inversione spettrale in evoluzione e una scarsa espansione apparente.
Le osservazioni del segnale radio
VT J1906+0849 è giunto per la prima volta all’attenzione degli astronomi grazie ai dati raccolti nel 2017 nell’ambito del Very Large Array Sky Survey (VLASS). Lì, ad almeno 49.000 anni luce dalla Terra, oltre il braccio a spirale della galassia, si trovava il transiente radio più brillante mai scoperto dal progetto. Nel corso di diverse osservazioni effettuate tra il 2006 e il 2013, l’oggetto ha mostrato un aumento generale di luminosità, raggiungendo un picco di circa 200 millijanskies nel 2014. La rilevazione del 2017 sembrava aver colto VT J1906+0849 proprio mentre si stava affievolendo dopo il picco, ma la curva di luce complessiva era così anomala che l’unica cosa sensata da fare era aspettare e vedere cosa avrebbe fatto in seguito.

I ricercatori hanno ottenuto osservazioni di follow-up nel 2019, 2024 e 2026, con ulteriori osservazioni nel 2025 che sono riuscite a includere la porzione di cielo occupata da VT J1906+0849. E per un certo periodo, è sembrato che VT J1906+0849 si stesse spegnendo. Le osservazioni del 2019 e del 2024 hanno mostrato che la sua luminosità diminuiva progressivamente. Nel 2019, la frequenza si attestava intorno a 1,9 gigahertz. Nel 2024, si era abbassata a circa 0,8 gigahertz. Ma nel 2026 era risalita a circa 2,2 gigahertz. (I picchi spettrali del 2014 e del 2025 non sono stati ben definiti, ma entrambi sembrano essersi verificati a frequenze sostanzialmente più elevate.)
Picchi di luminosità
Non è insolito che un picco di luminosità si sposti, ma di solito lo fa in un modo specifico per una determinata radiazione. I ricercatori ritengono che l’emissione di onde radio di questo oggetto provenga da particelle cariche energetiche che si muovono attraverso campi magnetici tramite radiazione di sincrotrone. Se la sorgente fosse semplicemente una nube di materiale in espansione, come spesso accade per l’emissione di sincrotrone, ci si aspetterebbe che il suo spettro radio in continua evoluzione seguisse un andamento più prevedibile, con il picco che si sposta verso frequenze più basse man mano che la nube si espande. Ma VT J1906+0849 non sembra diffondersi molto.

Nonostante i drastici cambiamenti nella sua luminosità e nello spettro radio, i ricercatori hanno trovato poche prove di un’espansione della sorgente nel corso di diversi anni di osservazioni. E l’improvviso ritorno a frequenze più elevate suggerisce qualcosa di ben più complesso di una semplice nuvola di particelle energetiche che si raffreddano e si disperdono. Insieme al fenomeno di riattivazione, gli indizi suggeriscono che, qualunque cosa stia facendo VT J1906+0849, si tratta di un processo in corso.
Cosa potrebbe essere
Esistono diverse possibilità sul segnale radio, ma tre sono particolarmente interessanti. Una cosa che può aumentare di luminosità e poi diminuire nel tempo è un’esplosione come quella di una nova, ma il materiale espulso dovrebbe mostrare segni di espansione, anche se la scala temporale fosse coerente, cosa che non è. Un’altra opzione è una nebulosa alimentata da una pulsar, ma il picco di frequenza oscillante è troppo caotico. Resta quindi la terza opzione, un sospettato comune in molti misteri cosmici: un buco nero che si nutre di materia. Oppure un buco nero o una stella di neutroni che accresce materiale da una compagna binaria, se vogliamo essere precisi. Se si tratta di un oggetto compatto che si sta cibando di materia, tuttavia, sta facendo un lavoro straordinariamente efficace nel nascondere le prove. Le osservazioni effettuate con il telescopio Swift della NASA non sono riuscite a rilevare alcuna traccia dei potenti raggi X che ci si aspetterebbe da un sistema di accrescimento di questo tipo.

Ma la mancata rilevazione non significa necessariamente l’assenza di emissione. E c’è un altro oggetto nella Via Lattea che potrebbe offrire un indizio finale e cruciale. SS 433 è un oggetto situato a circa 18.000 anni luce dalla Terra, ed è estremamente bizzarro. Si pensa che sia costituito da un buco nero o da una stella di neutroni, in orbita attorno a una stella compagna ogni 13 giorni. Ma la cosa davvero interessante di SS 433 è ciò che accade al materiale che viene strappato via dalla stella compagna. Una parte di esso ricade sull’oggetto compatto, ma gran parte viene scagliata nello spazio sotto forma di potenti getti e un vento denso dal disco di materiale che turbina attorno all’oggetto centrale. Quel vento può anche oscurare i raggi X prodotti dal processo di accrescimento, nascondendo parte delle prove di ciò che sta accadendo nel cuore del sistema.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo “A Strange Radio Signal in The Far Reaches of The Milky Way Is Behaving Like Nothing Else in The Galaxy” su ScienceAlert
