La seconda legge della termodinamica dice che l’entropia aumenta sempre, e questa crescita del disordine sembra spingerci verso il futuro. Ma le equazioni della fisica, da Newton a Einstein, funzionano uguale sia in avanti sia all’indietro. La sensazione che il tempo scorra potrebbe essere “solo” una proprietà della nostra coscienza, più che una caratteristica reale dell’universo
Nel mondo di tutti i giorni, la direzione del tempo è chiara. Un uovo cade dal tavolo e si rompe in mille pezzi, e nessuno ha mai visto quei pezzi ricomporsi da soli per formare di nuovo un uovo intero, giusto? Allo stesso modo, un cubetto di ghiaccio si scioglie nell’acqua tiepida, e l’acqua ghiaccia spontaneamente solo se abbassiamo la temperatura dall’esterno.
Questa asimmetria è spiegata dalla seconda legge della termodinamica, secondo cui l’entropia (la misura del disordine di un sistema), tende sempre ad aumentare in un sistema isolato. La freccia del tempo sembra quindi essere una conseguenza inevitabile di questa legge… ma aspettate prima di annuire con la testa.
Il guaio delle leggi fondamentali
Il problema, infatti, è che le equazioni fondamentali della fisica dicono un’altra cosa. La legge di gravitazione universale di Newton, le equazioni di Maxwell per l’elettromagnetismo e la relatività generale di Einstein funzionano tutte allo stesso modo se il tempo scorre in avanti o all’indietro (come tutte le altre leggi).

Prendiamo un pianeta che orbita attorno al Sole: se rovesciamo il filmato, le orbite restano valide secondo le stesse leggi. Nulla impedisce a un sistema di tornare spontaneamente indietro. L’unica legge che si comporta diversamente è la seconda legge della termodinamica, ma si tratta di una legge valida su larga scala, non, per quanto ne sappiamo, di una proprietà fondamentale della realtà. In un sistema molto piccolo, le fluttuazioni di entropia potrebbero dunque andare anche nella direzione opposta.
Il ruolo della coscienza
Alcuni fisici e filosofi hanno proposto un’ipotesi ancora più assurda. Secondo loro, la freccia del tempo esiste soltanto nella nostra testa, dato che la nostra coscienza ha la capacità di ricordare il passato, ma nessuna memoria del futuro. Questa asimmetria psicologica crea poi una direzione temporale che proiettiamo sul mondo esterno, convinti che sia una proprietà oggettiva. In altre parole: il tempo non scorre davvero, ma siamo noi, grazie alla nostra struttura biologica, ad avere l’impressione che scorra.

L’universo, preso nella sua totalità, sarebbe invece un blocco statico dove ogni evento passato, presente e futuro esiste già da sempre. La separazione tra ieri, oggi e domani sarebbe solo un’illusione, un trucco della mente per orientarsi in un cosmo che, da solo, resterebbe muto. Come Louise Banks in Arrival, che accettò il dolore pur di vivere l’amore per sua figlia, anche noi possiamo fare lo stesso con l’illusione del tempo. Quindi, se così fosse… perché non fare oggi quello che rimandiamo a domani da ieri?
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