Le equazioni di Einstein permettono il viaggio nel tempo, ma i wormhole collassano senza materia esotica, una sostanza che nessuno ha mai visto. Poi c’è il paradosso del nonno: se torni indietro e uccidi il tuo antenato, tu non nasci e non puoi compiere l’omicidio. Ma nel gennaio 2025 un fisico italiano ha trovato una via d’uscita usando la termodinamica.

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La relatività generale di Einstein permette l’esistenza di wormhole, ponti spazio-temporali che collegano due punti lontani dell’universo. Se un wormhole fosse abbastanza stabile, potrebbe funzionare come una macchina del tempo. Il problema è che la stabilità richiede la materia esotica, una sostanza ipotetica con densità di energia negativa che si comporta come se la gravità fosse repulsiva. In teoria si potrebbe creare dal vuoto quantistico, ma nessuno l’ha mai osservata. Senza di essa, i wormhole collassano prima di diventare attraversabili.

Il paradosso del nonno e la soluzione di Gavassino

Il paradosso del nonno è l’ostacolo logico più famoso al viaggio nel passato. Se qualcuno tornasse indietro e uccidesse il proprio antenato prima che avesse figli, quella persona non potrebbe nascere e quindi non potrebbe compiere il fatto. Nel gennaio 2025 il fisico italiano Lorenzo Gavassino ha combinato relatività generale, meccanica quantistica e termodinamica, dimostrando che le leggi della termodinamica non sarebbero valide in un loop temporale. Questo impedirebbe la formazione di contraddizioni. In pratica, il paradosso non potrebbe nemmeno iniziare.

Ritorno al futuro viaggio nel tempo

La congettura di Hawking e il futuro del tempo

La soluzione di Gavassino è affascinante, ma resta puramente teorica. Nessuno ha mai osservato una curva temporale chiusa. Stephen Hawking propose la congettura della protezione cronologica, secondo cui le leggi della fisica impediscono in modo sistematico i viaggi nel passato.

Forse l’universo ha già messo un cartello di divieto, o forse invece un giorno, con materia esotica e tecnologie inimmaginabili, qualcuno tornerà indietro a leggerci ( e tornerà indietro solo per farlo ovviamente). Il bello della fisica è che non smette mai di chiederselo. Ma noi, intanto, possiamo stare tranquilli, perché nessun nonno, per il momento, sta correndo questo pericolo.

Lo studio pubblicato da Lorenzo Gavassino: