La Cina prepara due sonde con reattori nucleari per esplorare naso e coda dell’eliosfera, studiando i confini tra Sistema Solare e spazio interstellare
Da oltre cinque anni la Cina lavora a un ambizioso progetto di esplorazione dei confini più remoti del Sistema Solare: l’eliosfera, la vasta “bolla” creata dal vento solare che separa il nostro sistema dallo spazio interstellare. Un recente rapporto del Tiandong Deep Space Research Laboratory delinea una missione composta da due sonde, destinate rispettivamente al “naso” e alla “coda” dell’eliosfera, le sue regioni meno conosciute.

Che zona è
L’eliosfera nasce dall’interazione tra il vento solare e il mezzo interstellare. Sebbene venga spesso rappresentata come una struttura allungata, simile a una goccia, la sua forma reale è molto più complessa e dinamica. Studiare il fronte d’urto, il guscio eliosferico e il cosiddetto “muro di idrogeno neutro” permetterà di comprendere meglio come il Sole interagisce con l’ambiente galattico e come questa interazione abbia influenzato l’evoluzione del Sistema Solare.
Le sonde cinesi voleranno sia lungo il piano dell’eclittica sia verso le regioni polari dell’eliosfera. Questo consentirà non solo di analizzare il vento solare alle alte latitudini, ma anche di osservare lungo il percorso asteroidi, centauri, oggetti della Fascia di Kuiper e comete, ampliando notevolmente il ritorno scientifico della missione.
Il programma
Il programma prevede obiettivi scientifici estremamente ambiziosi: esplorare regioni mai studiate prima, ricostruire la struttura globale dell’eliosfera, analizzare l’interazione tra vento solare e mezzo interstellare e approfondire la fisica dei raggi cosmici. Una parte rilevante della missione sarà dedicata anche a Giove e alle sue lune, veri e propri laboratori naturali per lo studio del meteo spaziale planetario.

Dal punto di vista tecnologico, la differenza più significativa rispetto alle missioni Pioneer, Voyager e New Horizons riguarda l’energia. Le sonde cinesi non useranno generatori a radioisotopi, ma reattori nucleari a fissione da 1 kW, in grado di garantire oltre trent’anni di operatività continua. Una scelta che potrebbe segnare una svolta nell’esplorazione dello spazio profondo.
2053 e 2059
Le due sonde, lanciate con razzi Long March 5, sfrutteranno assistenze gravitazionali terrestri e gioviane. Quella diretta verso il “naso” dell’eliosfera potrebbe raggiungere l’eliopausa già nel 2053, mentre la sonda verso la “coda” arriverà nel 2059, dopo un viaggio di oltre 130 unità astronomiche.
Per anni questo progetto è stato considerato solo un esercizio teorico. Oggi, invece, appare sempre più concreto. Se approvata definitivamente, la missione renderà la Cina la prima nazione a esplorare i confini del Sistema Solare con sonde dotate di reattori nucleari. Una sfida che altre potenze spaziali hanno immaginato, ma mai realizzato.
Per saperne di più:
- Consulta l’articolo “China advances plans for dual solar system boundary missions” su Space News
