Una nuova ricerca rivela che la magnetosfera terrestre potrebbe non proteggerci dalle supertempeste.
Per decenni la comunità scientifica ha ritenuto che, durante le tempeste solari di estrema intensità, la risposto magnetica della Terra subisse un effetto di “saturazione”. In pratica, si pensava che oltre un certo livello di attività solare la magnetosfera raggiungesse un limite massimo di risposta elettrica, agendo come uno scudo naturale in grado di attutire i colpi più violenti. Tuttavia, un nuovo studio guidato dal Dr. Nithin Sivadas del Goddard Space Flight Center della NASA ha dimostrato che questa presunta saturazione potrebbe essere solo un’illusione statistica.
Il problema della misurazione
I dati sul vento solare provengono principalmente da satelliti (come WIND, ACE e DSCOVR) situati nel punto lagrangiano L1, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra in direzione del Sole.

A causa di questa enorme distanza:
- le misurazioni dell’intensità del vento solare a L1 presentano un’elevata incertezza quando arrivano effettivamente alla Terra,
- nelle tempeste estreme, i margini di errore casuale e il ritardo di propagazione aumentano notevolmente.
In statistica, quando si incrociano dati ad altissima incertezza presi a monte con misurazioni effettuate a valle, si verifica un fenomeno noto come regressione verso la media (regression to the mean). I ricercatori associavano misurazioni estreme e imprecise registrate da L1 a risposte geomagnetiche terrestri più moderate, creando una distorsione nei dati. Tale distorsione piegava artificialmente la curva del grafico, facendo sembrare che la magnetosfera si “saturasse”.
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