La sonda solare Parker della NASA ha completato il suo 24 ° passaggio ravvicinato al Sole giovedì, raggiungendo la distanza record di 6,2 milioni di chilometri dalla superficie solare.

Advertisement

Nuovo record per la sonda Parker Solar Probe della NASA. Il veicolo spaziale ha completato il suo 24 ° passaggio ravvicinato al Sole, giovedì 19 giugno, avvicinandosi ai 6,2 milioni di chilometri dalla superficie solare. Dopo questo sorvolo la sonda rimarrà in orbita attorno al Sole e continuerà a effettuare osservazioni fino al 2026. Durante questo sorvolo, la sonda ha anche eguagliato la velocità record di 687.000 km orari, un traguardo che è stato raggiunto e successivamente eguagliato durante gli avvicinamenti ravvicinati del 24 dicembre 2024 e del 22 marzo 2025.

Com’è andato questo nuovo “incontro” con il Sole

Il sorvolo precedente della sonda solare Parker includeva un perielio che portava la sonda a 6,1 milioni di chilometri dal Sole. Crediti: NASA/Johns Hopkins APL/Steve Gribben.

A questa distanza dal Sole, la sonda si è affidata al suo innovativo scudo in schiuma di carbonio per proteggersi dal calore. Gli operatori della sonda prevedono che lo scudo abbia raggiunto temperature comprese tra 870 e 930 °C al massimo avvicinamento. Durante l’incontro con il Sole, i quattro set di strumenti scientifici di Parker hanno effettuato osservazioni uniche della corona solare. Il sorvolo, il terzo a questa distanza e velocità, consente alla sonda di effettuare misurazioni senza pari del vento solare e dell’attività solare, mentre il Sole si trova in una fase più attiva del suo ciclo di 11 anni.

I prossimi passi

Le osservazioni della Parker sul vento solare e su eventi come brillamenti ed espulsioni di massa coronale, sono fondamentali per farci capire meglio il Sole e i fenomeni che determinano eventi meteorologici spaziali che rappresentano rischi per gli astronauti, i satelliti, i viaggi aerei e persino le reti elettriche terrestri. La comprensione della fisica della meteorologia spaziale consente di prevedere in modo più affidabile la sicurezza degli astronauti durante le future missioni nello spazio profondo sulla Luna e su Marte.

Per saperne di più: