Per la prima volta gli astronomi hanno rilevato un’atmosfera attorno a un pianeta roccioso nella zona abitabile di un’altra stella: LHS 1140 b mostra tracce di elio in fuga, un traguardo storico nella ricerca di mondi simili alla Terra.

Advertisement

La scoperta fornisce le prove più solide finora raccolte del fatto che mondi con composizione e temperatura simili a quelle terrestri, potenzialmente in grado di ospitare la vita, possano esistere anche fuori dal nostro sistema solare. Come ha spiegato l’autore principale dello studio, Collin Cherubim, un’atmosfera è essenziale affinché un pianeta possa ospitare la vita ed è la prima volta che se ne trova una su un pianeta roccioso nella zona abitabile di un’altra stella.

Rappresentazione artistica di una vela laser che si avvicina ad un esopianeta potenzialmente abitabile. Credit: PHL @ UPR Arecibo

Il pianeta protagonista dello studio: LHS 1140 b

Lo studio riguarda LHS 1140 b, un pianeta roccioso extrasolare a circa 48 anni luce dalla Terra, in orbita attorno a una nana rossa proprio all’interno della zona abitabile della stella, la regione in cui le condizioni ambientali permetterebbero la presenza di acqua liquida in superficie. Le osservazioni hanno rilevato elio in fuga dall’atmosfera del pianeta, un segnale che conferma le previsioni teoriche del team.

Come è stata individuata l’atmosfera

Il modello teorico elaborato da Cherubim e colleghi prevedeva che LHS 1140 b possedesse un’atmosfera superiore ricca di elio, in lenta dispersione verso lo spazio. Per verificarlo, i ricercatori hanno utilizzato lo spettrografo WINERED, sfruttando un raro allineamento in cui LHS 1140 b e un altro pianeta transitavano davanti alla stessa stella nella stessa notte. Mentre il secondo pianeta non ha mostrato tracce di atmosfera, LHS 1140 b ha rivelato chiaramente elio in fuga, confermando così la presenza di un involucro gassoso.

Anche il co-relatore di Cherubim, David Charbonneau, direttore del Dipartimento di Astronomia di Harvard, era inizialmente scettico, trattandosi di una previsione puramente matematica mai osservata prima su un mondo roccioso. Di fronte ai risultati, però, si è detto convinto: la rilevazione statistica si è rivelata solidissima.

Un’atmosfera che dura da miliardi di anni

Secondo gli astronomi, l’atmosfera del pianeta è probabilmente sopravvissuta per oltre tre miliardi di anni, rendendolo un bersaglio prezioso per osservazioni future. Come ha sottolineato Robin Wordsworth, professore ad Harvard e tra i relatori di Cherubim, solo vent’anni fa ci si chiedeva se esistessero pianeti di tipo terrestre; oggi si sa che sono comuni, che alcuni si trovano nella zona abitabile e che almeno uno di essi è riuscito a conservare un’atmosfera.

esopianeta e super Terra
Concezione artistica della vista dalla superficie dell’esopianeta superterrestre GJ 3378b. Il pianeta ha una massa minima poco più del doppio di quella della Terra e orbita attorno alla sua stella a una distanza tale da fargli ricevere quasi la stessa quantità di luce stellare della Terra. Il pianeta si unisce a una popolazione crescente di potenziali ospiti per la vita nell’universo vicino. Credit: Nikolai Berman / UC Irvine

Le prossime tappe della ricerca

I risultati suggeriscono che le osservazioni alla ricerca di gas in fuga potrebbero diventare uno strumento importante per studiare le atmosfere degli esopianeti rocciosi. Cherubim intende ora determinare la composizione completa dell’atmosfera e indagare l’eventuale presenza di oceani superficiali o altre caratteristiche legate all’abitabilità, applicando lo stesso modello alla ricerca di mondi simili. Come ha commentato lui stesso, si tratta della validazione di un modello, e si spera sia solo la prima di molte osservazioni future.

Fonte: