Il campione di roccia è stato raccolto dal rover Curiosity in una zona del Monte Sharp su Marte ricoperta da laghi e corsi d’acqua miliardi di anni fa

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Dopo anni di lavoro in laboratorio, i risultati sono arrivati: una roccia che il rover Curiosity della NASA ha perforato e analizzato nel 2020 contiene la più ampia varietà di molecole organiche mai trovata sul Pianeta Rosso. Delle 21 molecole contenenti carbonio identificate nel campione, sette sono state rilevate per la prima volta su Marte.

L’origine

Gli scienziati non hanno modo di sapere se queste molecole organiche si siano formate attraverso processi biologici o geologici, entrambe le ipotesi sono possibili, ma la loro scoperta ha confermato che l’antico Marte possedeva la composizione chimica adatta a sostenere la vita. Inoltre, queste molecole si aggiungono a una lista sempre più lunga di composti noti per essersi conservati nelle rocce anche dopo miliardi di anni di esposizione alle radiazioni su Marte, che nel tempo possono degradare queste molecole.

Il rover Curiosity su Marte
Il rover Curiosity della NASA ha scattato questo selfie il 25 ottobre 2020, dopo aver prelevato un campione di roccia da un punto soprannominato “Mary Anning”. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Il campione di roccia, soprannominato “Mary Anning 3” in onore di una paleontologa e collezionista di fossili inglese, è stato raccolto in una zona del Monte Sharp ricoperta da laghi e corsi d’acqua miliardi di anni fa. Quest’oasi si è prosciugata e inondata più volte nel corso dell’antichità del pianeta, arricchendo nel tempo l’area con minerali argillosi, particolarmente efficaci nel preservare i composti organici, ovvero le molecole contenenti carbonio che costituiscono i mattoni della vita e si trovano in tutto il sistema solare. Tra le molecole appena identificate c’è un eterociclo azotato, un anello di atomi di carbonio che include l’azoto. Questo tipo di struttura molecolare è considerato un precursore dell’RNA e del DNA, due acidi nucleici fondamentali per l’informazione genetica.

Marte
Il 3 febbraio 2019, la Mastcam del rover Curiosity ha catturato questo mosaico di immagini di una regione del Monte Sharp ricca di rocce argillose. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Un’altra scoperta entusiasmante è stata il benzotiofene, una molecola contenente carbonio e zolfo che è stata trovata in molte meteoriti. Si ritiene che queste meteoriti, insieme alle molecole organiche in esse contenute, abbiano gettato le basi della chimica prebiotica nel sistema solare primordiale.

Chimica marziana

Marte rocce Curiosity
Questa è un’immagine ravvicinata e annotata di tre fori che il rover Curiosity della NASA ha praticato nella roccia marziana in una località soprannominata “Mary Anning” nell’ottobre del 2020. Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Il nuovo studio integra la scoperta, avvenuta lo scorso anno, delle più grandi molecole organiche mai rinvenute su Marte: idrocarburi a catena lunga, tra cui decano, undecano e dodecano. Entrambe le serie di risultati sono state ottenute con un sofisticato mini-laboratorio chiamato Sample Analysis at Mars (SAM), situato all’interno di Curiosity. Un trapano all’estremità del braccio robotico del rover polverizza un campione di roccia accuratamente selezionato, che viene poi fatto gocciolare nel SAM. Qui, un forno ad alta temperatura riscalda il materiale, rilasciando gas che gli strumenti del laboratorio analizzano per rivelarne la composizione. L’esplorazione del pianeta rosso si fa sempre più entusiasmante.

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