L’osservatorio Vera C. Rubin ha rivelato il suo primo candidato pianeta nano nel nostro sistema solare oltre l’orbita di Plutone

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Nelle regioni più remote del nostro Sistema Solare, oltre l’orbita di Plutone, l’Osservatorio Vera C. Rubin della NSF-DOE ha individuato questo oggetto (battezzato 2026 ED138), un grande e luminoso oggetto transnettuniano che gli scienziati hanno identificato come un potenziale pianeta nano. Le osservazioni sono state annunciate oggi dal Minor Planet Center (MPC) dell’Unione Astronomica Internazionale. Se confermato, ED138 sarebbe tra i più grandi pianeti nani mai scoperti in questa regione del Sistema Solar oltre l’orbita di Plutone.

La scoperta e la ricerca

Tramite un codice, progettato per analizzare miliardi di rilevamenti di oggetti in movimento, confrontarli e trovare i rilevamenti corrispondenti allo stesso oggetto, gli scienziati hanno scoperto ED138 notando che la sua luminosità e la sua distanza indicavano che si trattava di un oggetto insolitamente grande. Per fugare ogni dubbio, è iniziata una ricerca dettagliata nei dati nella speranza di scoprire ulteriori osservazioni di ED138. In totale, il Simonyi Survey Telescope di Rubin ha osservato ED138 30 volte in 20 notti tra il 4 marzo e l’11 luglio. Ulteriori immagini d’archivio provenienti dalla Dark Energy Camera (DECam) hanno fornito dati risalenti fino al 2016. Questi dati hanno permesso al team di ricostruire l’orbita di ED138 per oltre 10 anni. DECam è montata sul telescopio NSF Victor M. Blanco da 4 metri presso l’Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo (CTIO), un programma NSF NOIRLab.

Dove si trova l’oggetto

ED138 si trova attualmente a una distanza di circa 46 unità astronomiche (UA), dove 1 UA è la distanza media tra la Terra e il Sole (circa 150 milioni di chilometri). Per riferimento, il pianeta nano Plutone ha una distanza media di 40 UA. Questo classifica ED138 come un oggetto transnettuniano (TNO), ovvero un oggetto che orbita attorno al Sole a una distanza maggiore di quella di Nettuno. Gli scienziati studiano le dimensioni, la composizione e le traiettorie orbitali degli oggetti transnettuniani (TNO) per comprendere come si è formato il Sistema Solare, come i pianeti giganti si sono spostati nel tempo e come gli oggetti più piccoli si sono dispersi durante questa evoluzione. L’orbita di ED138 è inclinata di quasi 25 gradi rispetto al piano del Sistema Solare, il che lo classifica come un TNO classico caldo e suggerisce che la sua orbita originale sia stata perturbata dalle interazioni gravitazionali con Nettuno.

La possibile orbita del nuovo pianeta nano 2026 ED138
La possibile orbita del nuovo pianeta nano 2026 ED138. Credit: NSF–DOE Vera C. Rubin Observatory/NOIRLab/SLAC/AURA/R. Proctor Image Processing: M. Zamani (NSF NOIRLab) Orbit data provided by the IAU Minor Planet Center (MPCorb catalog), funded by NASA PDCO and the Tamkin Foundation. Star map: NASA/Goddard Space Flight Center Scientific Visualization Studio. Gaia DR2: ESA/Gaia/DPAC

Non tutti gli oggetti transnettuniani (TNO) sono considerati candidati a pianeti nani, la distinzione risiede nelle dimensioni e nella forma dell’oggetto. Per essere considerato un pianeta nano, un oggetto deve essere sufficientemente massiccio da permettere alla propria gravità di conferirgli una forma sferica. Basandosi sulla distanza, la luminosità e la riflettività superficiale (albedo) stimata di ED138, il team stima che le sue dimensioni siano comprese tra 600 e 1500 chilometri, e ci si aspetta che corpi ghiacciati di queste dimensioni abbiano una forma sferica.

ED138, un nuovo pianeta nano?

Questa analisi preliminare colloca ED138 tra i più grandi candidati pianeti nani mai scoperti oltre Nettuno, sebbene siano necessarie osservazioni nell’infrarosso per determinarne le dimensioni esatte e confermarne la natura di pianeta nano. Se confermato, ED138 si unirebbe ai cinque pianeti nani riconosciuti dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU): Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake.

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