La parte meridionale della penisola di Kamchatka si è spostata di quasi due metri dopo il forte terremoto dei giorni scorsi.
Il 30 giugno in Kamchatka (Russia) si è verificato un terremoto di magnitudo 8,8 sulla scala Richter, il più forte dal 1952, seguito da una serie di scosse di assestamento. Gli specialisti del RAS hanno riferito che nella regione sono stati registrati sette terremoti in 24 ore. È stato specificato che in Kamchatka sono stati registrati più di 85 eventi sismici in sole 24 ore, a seguito dei quali quattro persone sono rimaste ferite e si è verificato il crollo del muro di una casa.
Spostata di quasi 2 metri
“Abbiamo effettuato un calcolo preliminare basato sui risultati delle osservazioni geodinamiche. È emerso che i massimi spostamenti dopo il terremoto del 30 luglio sono stati osservati nella parte meridionale della penisola”, hanno spiegato gli specialisti del Servizio Geofisico Unificato dell’Accademia Russa delle Scienze. Secondo i loro dati, anche le stazioni sismiche di Petropavlovsk e la stessa Petropavlovsk-Kamchatsky si sono spostati, ma “in modo un po’ più modesto”. Hanno notato che quanto accaduto è paragonabile agli spostamenti orizzontali dopo il terremoto del 2011 a Tohoku, in Giappone.
Lo tsunami e l’eruzione del vulcano dopo il terremoto
Il terremoto ha innescato un violento tsunami e in parte anche l’eruzione del vulcano di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi. L’eruzione del Krasheninnikov non avveniva da circa 600 anni. “Questa è la prima eruzione del vulcano Krasheninnikov confermata storicamente in 600 anni”. Lo ha spiegato Olga Girina, responsabile del Kamchatka Volcanic Eruption Response Team, citata dalla RIA. Ha aggiunto che l’eruzione potrebbe essere collegata al terremoto di mercoledì che ha fatto scattare gli allarmi tsunami fino alla Polinesia francese e al Cile. È stato poi seguito dall’eruzione del Klyuchevskoy, il vulcano più attivo della penisola di Kamchatka.
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