La conferenza della NASA sulla scoperta di possibili indizi di vita passata su Marte sta facendo tanto discutere: ecco cosa è stato scoperto
Come anticipato ieri la NASA ha fatto una conferenza stampa sul campione marziano denominato Sapphire Canyon di una roccia sedimentaria del cratere Jezero dove si trova Perseverance adesso. Insieme alla conferenza stampa è stato pubblicato l’articolo scientifico sulla rivista Nature che spiega in modo più approfondito la questione.
Vita passata su Marte?
Iniziamo con una piccola nota, non hanno trovato vita passata su Marte; ma la notizia non per questo è di minore importanza. Hanno trovato, infatti, delle strutture di forma rotonda di dimensione variabile dell’ordine dei millimetri, queste strutture visibili nella foto sottostante sono dei noduli arricchiti da una parte esterna più scura, si può vedere l’analisi fig.3 nell’articolo pubblicato su Nature che vi lascio nei riferimenti alla fine dell’articolo o nella seguente immagine.
Vivianite e greigite

Come anche spiegato proprio nell’articolo questa caratteristica (ed ovviamente il motivo del grande fermento della comunità scientifica) è il fatto che questo è l’esito di una reazione di ossido-riduzione che hanno poi portato alla formazioni di fosfati e dei solfuri di ferro, rispettivamente nella loro formazione mineraria di vivianite e greigite; questo tipo di reazione ed il fatto che ci sia la partecipazione di carbonio organico è in realtà piuttosto rara e avviene in condizioni estreme sulla Terra dove alcuni microbi estraggono così ossigeno in condizioni molto fredde e in presenza di acqua liquida. Le stesse ed identiche caratteristiche che vi erano nel letto fluviale in questione e in condizioni di temperatura simili. Al netto, inoltre, della geologia del luogo e del tipo di rocce che sono state analizzate questa può essere considerata come una possibile biofirma, ovvero una reazione e una formazione che sono avvenute tramite processi biologici organici e da organismi viventi.
Simple Mars Return

Chiaramente per avere una analisi completa e senza errori non è possibile affidarsi esclusivamente agli strumenti di Perseverance, che per quanto complessi hanno dei limiti che non permettono una analisi approfondita come quella dei campioni marziani; dunque il recupero di questi campioni con missioni future come Simple Mars Return sarà indispensabile per ottenere delle analisi verificate e certe e stimare correttamente la natura reale di quanto è stato osservato da Perseverance; ma al netto di ciò la notizia mette solide e fondate basi ad una delle più annose e incredibili domande che ci siamo sempre posti sin dai tempi antichi: “Siamo soli nell’universo?”, oggi abbiamo iniziato a salire questa fantasmagorica scala che ci porterà ad esplorare il cielo verso nuove ed incredibili scoperte.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo “Redox-driven mineral and organic associations in Jezero Crater, Mars” su Nature
