L’Italia compie un altro passo verso la prossima generazione di lanciatori spaziali. Avio ha completato con successo un nuovo test del motore MR10 DMX2
L’Italia compie un altro passo verso la prossima generazione di lanciatori spaziali. Avio ha completato con successo un nuovo test del motore MR10 DMX2, alimentato a ossigeno liquido e metano, presso la Space Propulsion Test Facility (SPTF) di Perdasdefogu, in Sardegna. Il motore sarà utilizzato per il dimostratore FD1, primo veicolo del programma Space Transportation Systems (STS), che mira allo sviluppo di lanciatori riutilizzabili e a basse emissioni.
Un programma tutto italiano
Il progetto FD1 (Flight Demonstrator 1) nasce nell’ambito del programma STS, cofinanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e sviluppato da Avio in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). FD1 rappresenta il primo passo verso un sistema di trasporto spaziale nazionale, con l’obiettivo di testare tecnologie innovative che confluiranno in futuro nel lanciatore Vega E e nei suoi successori.

Accanto a FD1, è già in sviluppo anche FD2, un dimostratore a due stadi concepito per missioni suborbitali più complesse e per validare ulteriori tecnologie di riutilizzo.
Il test del motore MR10 DMX2
Durante la prova, il motore MR10 DMX2 ha eseguito una prima accensione completa, seguita da una riaccensione a pressione e spinta ridotte, simulando le diverse fasi del profilo di missione.
Per la prima volta, è stata inoltre verificata la capacità di deviare la spinta secondo un profilo prestabilito, dimostrando la stabilità del sistema di controllo vettoriale.

Questi test rappresentano un traguardo tecnico importante per Avio: la validazione del comportamento dinamico del motore in condizioni di volo realistiche.
Verso i prossimi passi
Con il successo di questa campagna di prove, Avio si prepara alla fase successiva del programma: l’integrazione del dimostratore FD1 e i test di qualifica presso lo stabilimento di Colleferro.
L’obiettivo è effettuare il primo lancio suborbitale entro l’inizio del prossimo anno, aprendo la strada alla dimostrazione di un sistema di lancio europeo riutilizzabile, efficiente e sostenibile.

Un segnale per l’Europa spaziale
Il lavoro di Avio conferma la crescente autonomia tecnologica italiana nel settore dei vettori spaziali e la sua posizione chiave nei programmi europei di nuova generazione.
Il motore a metano e ossigeno liquido, più pulito rispetto ai propellenti tradizionali, rappresenta un passo concreto verso il futuro dei lanciatori riutilizzabili.
Fonti:
