Durante il Medioevo ci furono circa vent’anni di oscurità sulla Terra. La spiegazione nei ghiacci della Groenlandia

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Nel Medioevo, e più precisamente a partire dal 536 d.C., ci furono vent’anni di oscurità sulla Terra. La causa? Il Sole splendeva per al massimo 4 o 5 ore al giorno, ma era perennemente coperto, tanto che i resoconti dell’epoca paragonarono la sua luce a quella della Luna. Questo oscuramento del Sole raffreddò il pianeta e in seguito ci furono drammatiche carestie. Ma cosa successe esattamente? Ecco cosa pensano gli scienziati.

La risposta nel ghiaccio della Groenlandia

Gli scienziati Abbott e Barron, durante un convegno dell’American Geophysical Union, presentarono la loro teoria. Attraverso ricerche in Antartide scoprirono che all’epoca c’erano state eruzioni vulcaniche sottomarine che rilasciarono nell’atmosfera sedimenti e microrganismi che sarebbero la causa di questo gigantesco oscuramento solare. Inizialmente i due scienziati pensarono fosse stata la polvere ad oscurare la luce solare, ma non riuscirono a trovare prove scientifiche a supporto.

Medioevo buio
I ricercatori hanno scoperto un elevato numero di fossili provenienti da aree tropicali (linea blu) depositati nel ghiaccio della Groenlandia durante il VI secolo. Ciò indica che le eruzioni sottomarine vicino all’equatore potrebbero aver contribuito all’imponente oscuramento del cielo durante il 536-537 d.C. (La linea nera mostra i livelli di solfato nel ghiaccio, un indicatore di un altro tipo di eruzione vulcanica). Crediti: Dallas Abbott / LDEO

Le eruzioni vulcaniche sottomarine

Analizzando i fossili trovati in Groenlandia, i ricercatori hanno potuto confermare l’esistenza di microrganismi e sedimenti rilasciati nell’atmosfera da eruzioni vulcaniche sottomarine, che avrebbero letteralmente “vaporizzato” grandi bacini d’acqua e avrebbero contribuito a riempire l’atmosfera di questo materiale per almeno due decenni. Insomma, una lunga notte di cui ancora non avevamo capito l’origine. La risposta, però, molto spesso, si trova proprio sotto ai nostri piedi.

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