Occhi al cielo: la Luna, le Pleiadi e le Iadi saranno protagoniste della serata! Tutto visibile ad occhio nudo, ecco la guida

Ottobre continua a stupire: stasera ci sarà una bellissima congiunzione Pleiadi, Luna, Iadi. Il nostro Satellite si troverà proprio tra i due ammassi stellari (apparentemente). Se avete cieli sereni, occhi verso est nella costellazione del Toro, lo spettacolo sarà visibile già in prima serata (18:00). La luce della Luna disturberà la visione quindi un binocolo potrebbe aiutarvi nell’osservazione degli ammassi stellari (noi ci consigliamo questo al seguente link, Celestron – Binocolo UpClose G2). Per chi voglia approcciarsi all’osservazione del cielo, consigliamo il libro di Daniele Gasparri, “Primo incontro con il cielo stellato“. Ecco il link.

Pleiadi, Luna, Iadi
Pleiadi (credit Daniele Gasparri), Luna (credit NASA), Iadi (Credit: NASA, ESA, and STSc)

Qualche info sulle Pleiadi

Le Pleiadi sono un gruppo di oltre 800 stelle situate a circa 410 anni luce dalla Terra nella costellazione del Toro. Conosciuto anche come “Le Sette Sorelle” e Messier 45, l’oggetto deve il suo nome dalla mitologia greca. Le Pleiadi erano le sette figlie del dio Titano e della ninfa Pleione. Atlante si ribellò a Zeus e quest’ultimo lo condannò a reggere per sempre i cieli sulle sue spalle. Le sorelle erano così tristi che Zeus concesse loro un posto nel cielo per stare vicino al padre. Ci sono diverse versioni del mito: trovate un approfondimento a questo link sulla storia mitologica di questo splendido ammasso stellare.

Il loro ruolo nella ricerca spaziale

Quando il telescopio Kepler della NASA, cacciatore di esopianeti, aveva bisogno di essere calibrato in modo da poter identificare chiaramente le stelle luminose, gli astronomi lo puntarono verso le Pleiadi. Si scoprì che Alcione, Atlante, Electra, Merope, Taigete e Pleione sono stelle di tipo B e pulsano lentamente e cambiando luminosità nel corso di un giorno. Maia, invece, ha una luminosità che oscilla per un periodo più lungo di 10 giorni. Kepler, normalmente, osservava stelle estremamente deboli e lo scopo finale era che studiasse anche stelle più luminose. Usando le Pleiadi, gli astronomi hanno dato a Kepler (missione ora conclusa) una nuova “abilità”.

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