Questa è la storia delle sette sorelle più famose della mitologia ma è anche un tuffo tra le stelle: ecco le Pleiadi

Le Pleiadi (M 45) sono un piccolo raggruppamento di stelle, nello specifico un ammasso stellare aperto, conosciuto sin dai tempi più remoti. Già in molte civiltà del passato il numero di Pleiadi che si riusciva a contare a occhio nudo era considerato un ottimo test di acuità visiva. Laddove i cieli sono molto scuri, fuori dalle aree urbane, chi ha una vista molto acuta può scorgere nell’ammasso fino a una dozzina di stelle (normalmente se ne distinguono 6 o 7, ma c’è chi ne ha contate 14). In luoghi dove invece c’è inquinamento luminoso questo numero scende a 5 o 6 al massimo. In molte culture il numero più comunemente associato alle Pleiadi è il 7 e nelle civiltà influenzate dalla mitologia greca, come la nostra, le Pleiadi sono note anche come le Sette Sorelle e tra poco vi spiego perché!

Le Pleiadi
Una mappa delle Pleiadi indicante i nomi delle stelle secondo la tradizione greca. Credit: HeNRyKus

L’osservazione con l’ausilio di strumenti è ancora più entusiasmante: già un piccolo binocolo ci mostra decine di stelle, mentre telescopi di medie dimensioni ce ne mostrano centinaia.

Il diametro dell’ammasso si aggira intorno ai 30 anni luce e dista dalla Terra circa 385 anni luce.

Una distanza di 385 anni luce significa che la luce, per percorrere la distanza che ci separa dalle Pleiadi, ha impiegato 385 anni: quindi noi non vediamo le Pleiadi come sono oggi ma come erano 385 anni fa.

Infatti tutte le stelle, Sole compreso, si muovono nello spazio con velocità più o meno elevate ed è solo l’enorme distanza che ci separa da esse che ce le fa apparire fisse nel cielo.

Si è scoperto che tutte le stelle del gruppo delle Pleiadi si spostano nella stessa direzione con la stessa velocità. Inoltre alcune stelle che in primo momento si pensava facessero parte dell’ammasso possiedono velocità e spostamenti in direzioni diverse e quindi la loro presenza in quella zona è solo prospettica; al contrario altre stelle, che si pensava fossero estranee all’ammasso, possiedono le stesse velocità e spostamenti e quindi fanno parte dell’ammasso delle Pleiadi.

 Le Pleiadi che mostra la nebulosità
Un’immagine delle Pleiadi che mostra la nebulosità associata. Credit: Anttler

Il mito delle Pleiadi

Le Pleiadi sono tra le prime stelle a essere menzionate in letteratura: ve n’è traccia negli annali cinesi del 2350 a.C., nel poema di Esiodo del 1000 a.C. e nell’Iliade e nell’Odissea di Omero.

I marinai e i contadini di ogni popolo hanno sempre fatto riferimento a questo ammasso stellare per la navigazione e per i raccolti. Secondo la mitologia greca, le Pleiadi erano sette sorelle: MaiaAlcioneAsteropeCelenoTaigeteElettra e Merope. Figlie di Atlante, il titano a cui Zeus aveva affidato il compito di sostenere la Terra, e di Pleione, la dea protettrice dei marinai. In seguito a un fortuito incontro con Orione, le Pleiadi e la loro madre diventano preda del cacciatore.

Per proteggerle dagli assillanti assalti amorosi di lui, Zeus le tramuta in colombe e le libera in cielo. Si dice anche che Zeus fosse il padre di tre delle sorelle. Le Sette sorelle sono spesso associate a figure marine e per questo simboleggiano i mari, le acque, i fiumi, la pioggia e il gelo. Secondo un’altra leggenda, tramandataci da Apollodoro (II secolo a.C.), tutte le Pleiadi si unirono in matrimonio ad altrettante divinità generando altri dei ed eroi (tranne Merope che invece sposò un mortale, Sisifo).

La trasformazione in stelle fu un premio per la loro saggezza.

Le Pleiadi, opera di Elihu Vedder, 1885
Le Pleiadi, opera di Elihu Vedder, 1885

Per quanto riguarda il nome c’è chi lo fa derivare da ‘pléin’, “navigare”, poiché le Pleiadi indicavano dopo l’inverno l’inizio della stagione idonea alla navigazione; chi invece lo fa derivare da ‘pléion’, “più”, poiché sono numerose e chi ancora da ‘péleiades’, “stormo di colombe”, poiché prima di diventare stelle Zeus le avrebbe trasformate in questi uccelli.

Le Pleiadi diventarono astronomicamente importanti intorno al 2.500 a.C. poiché il loro sorgere avveniva in corrispondenza dell’equinozio di primavera che, presso gli antichi popoli della Mesopotamia, rappresentava l’inizio dell’anno.

Nel I millennio a.C. l’apparire delle Pleiadi nei cieli primaverili del mattino indicava agli antichi naviganti l’inizio della stagione idonea alla navigazione mentre la loro scomparsa nei cieli serali autunnali segnalava che era giunto il momento di lasciare le navi nei porti.

Oggi le Pleiadi cominciano ad apparire nei cieli del mattino in agosto, sono ben visibili in prima serata in inverno e annegano nelle luci del tramonto in maggio. 

ecco come individuare le Pleiadi.
Dalla costellazione del Toro, ecco come individuare le Pleiadi. Credit: Stellarium

Quale futuro per le Pleiadi?

Le stelle principali del gruppo delle Pleiadi sono di colore azzurro e sono molto grandi, calde e giovani: la loro età è, infatti, stimata fra i 60 e gli 80 milioni di anni

Una quisquilia rispetto ai 5000 milioni di anni del Sole!

Il moto proprio dell’ammasso lo condurrà in futuro a mutare posizione rispetto ad un osservatore a Terra.

Inoltre le Pleiadi non resteranno gravitazionalmente vincolate per sempre, ma ad esempio alcuni membri dell’ammasso saranno espulsi mentre altri saranno spogliati di materia da campi gravitazionali mareali.

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