Senza la Luna la rotazione terrestre accelererebbe, le maree si ridurrebbero di due terzi e l’asse del pianeta inizierebbe a oscillare in modo caotico. Lo sappiamo perché è già successo a Marte.
La Terra sta rallentando. Lo fa da miliardi di anni, a causa delle maree che la Luna genera per attrito sulla superficie oceanica: quell’attrito dissipa energia e rallenta la rotazione del pianeta. Un miliardo e mezzo di anni fa, ad esempio, un giorno durava circa 18 ore. Se la Luna scomparisse stanotte il processo si invertirebbe rapidamente e il giorno tornerebbe verso le 6 ore, stravolgendo ogni ritmo biologico calibrato su 24 ore da centinaia di milioni di anni di evoluzione.
Le maree prodotte dalla gravità lunare si ridurrebbero di circa due terzi perché rimarrebbe solo il contributo solare, molto più debole per via della distanza. Le zone costiere intertidali, tra gli ecosistemi più ricchi del pianeta, verrebbero stravolte in pochi cicli, mentre le correnti oceaniche profonde, che distribuiscono calore dall’equatore ai poli, dipendono in parte dalla circolazione mareale, e la loro destabilizzazione cambierebbe il clima in modi difficili da prevedere con precisione, ma certamente rapidi.
Quello che è già successo a Marte
L’effetto più grave (tra i tanti) sarebbe la perdita di stabilità dell’asse terrestre. Oggi l’inclinazione di 23,5 gradi rispetto al piano orbitale varia di appena un paio di gradi ogni 41.000 anni, grazie alla stabilizzazione gravitazionale della Luna. Senza questo freno, sotto l’influenza di Giove e degli altri pianeti, l’asse oscillerebbe tra 0 e 90 gradi producendo cambiamenti climatici davvero violenti e imprevedibili.
La vita
Marte, con i suoi due satelliti troppo piccoli per stabilizzarlo, ha già subito variazioni dell’asse di oltre 60 gradi nel corso della sua storia geologica. Il risultato lo vediamo oggi: un pianeta arido con temperature impossibili per la vita complessa. La nostra Luna, per fortuna, ha la dimensione giusta per evitarlo. Non sappiamo con certezza se sia fortuna o una pura coincidenza, ma finora ha sempre “funzionato”, illuminando le nostre notti e garantendo l’esistenza delle prossime.
Per saperne di più:
- Consulta il sito della NASA
