Gene Cernan lasciò la superficie lunare il 14 dicembre 1972, quello stesso anno Tarkovskij girava Solaris. Il mondo oggi però è completamente diverso.

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Gene Cernan salì sul modulo lunare il 14 dicembre 1972. Era il comandante dell’Apollo 17, l’ultima missione con equipaggio umano verso la Luna. Nessuno lo sapeva con certezza in quel momento, ma i tagli al budget della NASA erano già stati annunciati e le missioni Apollo 18, 19 e 20 erano ormai state cancellate. 44 anni più tardi Cernan morì senza che nessun altro essere umano fosse tornato lassù.

Il 1972 è un anno che suona lontano, ma lo è ancora di più quando si guarda alla scienza e alla tecnologia di quell’epoca. Internet esisteva come rete militare sperimentale chiamata ARPANET, con pochissimi nodi universitari negli Stati Uniti. Paul Berg stava inserendo per la prima volta il DNA di un batterio in quello di un virus, gettando le basi della biologia molecolare moderna. La TAC, la tomografia computerizzata che oggi usiamo per diagnosticare tumori, fu introdotta in clinica proprio nel 1972.

Nello stesso anno, nell’Unione Sovietica, Andrej Tarkovskij distribuiva Solaris, il film in cui uno psicologo raggiunge una stazione orbitante attorno a un pianeta senziente e trova materializzati i propri ricordi (e traumi). La critica lo promosse come risposta sovietica a 2001 Odissea nello spazio, Tarkovskij disse però che non gli interessasse affatto la fantascienza, ma solo l’uomo che guarda lo spazio e vede sè stesso.

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Quello che è cambiato da allora

Wiseman, Glover, Koch e Hansen sono partiti con strumenti di navigazione e computer che nel 1972 non esistevano nemmeno come idea. La capsula Orion ha il 30% di volume in più dell’Apollo e un computer di volo 20.000 volte più veloce. Eppure la distanza dalla Terra alla Luna è la stessa.

Sulla Terra in questi anni, oltre al progresso tecnologico, è cambiato tutto. Nel 1972 il futuro veniva visto come una conquista, oggi la sensazione comune è più quella di una scadenza. Tra crisi climatica, abitudini diverse e una tensione geopolitica continua, comunque continuiamo a sognare lo spazio, seppur rappresentato in modo diverso.

Sensazione

Nel 1972 per farlo usciva Solaris, nel 2026, pura coincidenza, esce nelle sale Project Hail Mary, un film che mette al centro del discorso “viaggi spaziali” il senso di solitudine, in una missione nata per salvare il Sole e, con lui, la vita sulla pianeta, trasmettendo con la fantascienza, anche le nostre attuali preoccupazioni. Il silenzio radio durante il sorvolo del lato nascosto, come per Apollo, sarà lo stesso, e probabilmente anche quella sensazione lì, di essere molto lontani da tutto, sarà la stessa di allora.

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