La scoperta di questa galassia è stata resa possibile grazie ai telescopi Keck II e Gemini North, situati alle Hawaii: la scarsa luminosità non ne aveva mai permesso l’individuazione

Sapevamo ci fosse ma la scarsa luminosità non ne ha mai permesso l’individuazione anche perché possiede soltanto un centesimo delle stelle presenti nella Via Lattea, la nostra galassia. Stiamo parlando di Dragonfly 44, situata nella costellazione della Chioma di Berenice a 300 milioni di anni luce da noi. La scoperta è stata resa possibile grazie ai telescopi Keck II e Gemini North, situati alle Hawaii.

Ma perché ci sono così poche stelle?

Un gruppo internazionale di astronomi ha identificato questa galassia massiva che consiste quasi interamente di materia oscura. Dragonfly 44 potrebbe addirittura ‘finire in frantumi’ se non fosse per l’azione della materia oscura che la tiene insieme. Il team si è accorto della presenza della materia oscura perché la massa visibile della galassia non giustifica la velocità delle stelle intorno al centro galattico. Infatti grazie a Keck è stata stimata una massa simile alla Via Lattea (un trilione di volte quella del Sole) e di questa solo l’1% è attribuibile alle stelle presenti. Il restante è imputabile proprio alla materia oscura. È stata una vera sorpresa trovare una galassia con una massa analoga a quella della Via Lattea ma che è quasi interamente composta di materia oscura. I risultati del gruppo di ricerca sono stati pubblicati sull’Astrophysical Journal Letters.

Dragonfly 44, galassia
Dragonfly 44 e i suoi dintorni
Credit : Pieter van Dokkum et al. 2016/ApJ Letters

Il futuro dello studio della materia oscura

«Non abbiamo idea su come si formano le galassie come Dragonfly 44», dice Roberto Abraham, dell’Università di Toronto, coautore dello studio. Tutto ciò ha implicazioni importanti per lo studio della materia oscura. Qualche anno fa, le galassie di questo tipo ci apparivano minuscole. Ora la scoperta di questa galassia apre una nuova finestra su una nuova classe di oggetti massivi, che possiamo analizzare più facilmente grazie al potere esplorativo di telescopi sempre più potenti. Ciò che vogliamo davvero sapere è: che cos’è la materia oscura?

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