L’ultimo bollettino NOAA del 9 luglio conferma che El Niño si sta intensificando e potrebbe raggiungere un’intensità eccezionale tra ottobre e dicembre, con l’81% di probabilità di piazzarsi tra gli eventi più forti mai registrati.
L’ultimo bollettino della NOAA, datato 9 luglio 2026, ci racconta un fenomeno che sta accelerando più del previsto. La regione Niño-3.4, quella che i climatologi usano come termometro principale, è a +1.2°C di anomalia. Ma il dato più preoccupante arriva dalla regione Niño-1+2, la più vicina alle coste del Sudamerica, dove le temperature superficiali hanno già toccato +2.7°C. È un calore enorme accumulato in superficie, paragonabile addirittura ai momenti di massima intensità degli eventi storici più distruttivi. L’agenzia meteorologica giapponese, nel suo bollettino del 10 luglio, proietta per ottobre un’anomalia media intorno ai +4.0°C, con il limite inferiore a +3.0°C. Per fare un paragone, il super El Niño del 1997-98, il più forte mai registrato, ebbe un picco di +3.6°C. Il 2026, sulla carta, lo supererà.
Le probabilità
La NOAA, attualmente, assegna un 97% di probabilità che il fenomeno continui fino alla primavera 2027, e un 81% di probabilità che raggiunga un’intensità “molto forte” tra ottobre e dicembre. L’agenzia giapponese, invece, dà per certo (100%) che l’El Niño continui per tutto l’autunno. L’evento è ormai certo, si discute quindi solo su quanto sarà devastante.
Un record già alle porte
Il giugno appena trascorso è stato il giugno più caldo mai registrato a livello globale per la temperatura del mare. L’oceano di partenza è già surriscaldato, e l’El Niño in arrivo non farà che aggiungere benzina sul fuoco. I modelli NOAA più recenti indicano un picco dell’indice Niño-3.4 intorno ai +4.0°C, un valore senza precedenti nella storia moderna. Per metterlo in prospettiva con un altro dato: il record precedente, del 2015, si fermava a +2.75°C. L’anomalia a +2.7°C nell’estremo Pacifico, la proiezione a +4°C della JMA, il fatto che giugno 2026 sia già stato il più caldo di sempre per gli oceani… tutti questi dati parlano chiaro. Ormai il quadro è sempre più nitido, e sempre più allarmante.
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