Per anni insegnò senza stipendio perché donna. Nel 1933 il regime nazista la espulse dall’università perché ebrea. Einstein scrisse sul New York Times che era “il genio matematico creativo più significativo prodotto dall’inizio dell’istruzione superiore delle donne”. Morì a 53 anni, quattro giorni dopo un’operazione chirurgica.
Emmy Noether nacque a Erlangen, in Germania, nel 1882. Conseguì il dottorato nel 1907, ma le fu negata l’abilitazione perché donna. David Hilbert, il matematico più influente dell’epoca, si batté per lei pubblicamente, arrivando a dire che il sesso di un candidato non poteva essere un argomento contro la sua ammissione, ma non servì a niente. Noether ottenne l’abilitazione solo nel 1919, dopo che la Repubblica di Weimar aprì le università alle donne, ma fino al 1923 continuò a insegnare senza neanche uno stipendio.
Il teorema che cambiò la fisica
Nel 1915 Noether dimostrò che quando una legge fisica resta invariata sotto una trasformazione, esiste una quantità che si conserva. Se le leggi non cambiano nel tempo, l’energia si conserva, e se non cambiano nello spazio, si conserva la quantità di moto. Einstein e Hilbert usarono il suo teorema per risolvere un problema centrale della relatività generale. Oggi il teorema di Noether, per fortuna, è uno dei pilastri della fisica teorica.
Nel decennio successivo costruì la base dell’algebra astratta moderna: la teoria degli anelli, dei campi e delle algebre che è ancora il fondamento della geometria algebrica, della topologia e di buona parte della fisica delle particelle. Il matematico Bartel van der Waerden, uno dei suoi studenti, disse in seguito che il suo Moderne Algebra, e cioè il manuale di riferimento della disciplina per generazioni di matematici, era in grandissima parte il lavoro di Noether.

La fuga e la morte
Nel 1933 il governo nazista emanò le leggi razziali. Noether, in quanto ebrea, fu espulsa dall’università. Accettò un posto al Bryn Mawr College in Pennsylvania, dove insegnò per la prima volta in un ambiente in cui il suo sesso e la sua origine non erano un ostacolo. Nell’aprile del 1935 un tumore la costrinse a un intervento chirurgico. L’operazione sembrò riuscita, ma quattro giorni dopo la febbre salì a 42 gradi e morì. Il 3 maggio 1935 Einstein pubblicò un necrologio sul New York Times. Oggi le sue ceneri sono sepolte nel chiostro della biblioteca del Bryn Mawr College. Il suo teorema è ancora nei manuali di fisica, ma il suo nome, purtroppo, è ancora poco conosciuto.
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