L’espulsione di massa coronale colpirà la Terra e ci sono possibilità di vedere l’aurora boreale in Italia nelle prossime ore (dipenderà tutto dall’intensità)

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Il Sole si sta dando da fare in questo ore producendo diversi forti brillamenti. La tempesta geomagnetica è praticamente incoro e attendiamo l’impatto tra il 7 e l’8 novembre 2025 (arriva l’aurora in Italia?). Abbiamo chiesto il parere dell’astrofisica solare dell’INAF Clementina Sasso, ecco le sue parole: “Siamo già in condizioni di G3 adesso!!! Il livello G3 è stato raggiunto addirittura prima dell’arrivo della CME dovuta al flare M7.6 (per il quale è in vigore l’allerta G3). Probabilmente abbiamo avuto l’impatto di più CME e il Bz si è mantenuto costantemente e fortemente negativo (circa -15 nT) nelle ultime 9-12 ore! Seguono aggiornamenti e come al solito vi aspetto nel canale Telegram per più informazioni: https://t.me/clementinasasso

Come si crea il fenomeno

L’aurora, chiamata aurora boreale o australe a seconda che si verifichi rispettivamente nell’emisfero nord o sud della Terra, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre. Anche se le aurore si vedono di notte, in realtà sono provocate dal Sole. La nostra stella ci manda qualcos’altro aldilà del calore e della luce: ci ‘spara’ contro il vento solare, un flusso di particelle elettricamente cariche che, quando incontrano il campo magnetico terrestre, interagiscono con esso. Più il flusso del vento solare è denso e intenso e più l’interazione sarà cospicua, con un passaggio di energia che entra in atmosfera e che eccita gli atomi di Ossigeno e Azoto, i gas costituenti dell’atmosfera terrestre. Questa eccitazione dei gas atmosferici provoca il gioco di luci verdi, rosse e azzurre che chiamiamo aurora.

Aurora boreale
Aurora Boreale sul Garda. Credit: Stefano Maraggi

Il colore rosso dell’aurora in Italia (e non verde)

Come spiegavamo in un precedente articolo, l’aurora boreale si forma dopo che le particelle solari interagiscono con gli atomi di ossigeno intrappolati nel campo magnetico terrestre. Il colore verde che vediamo generalmente in Lapponia o in Islanda è dovuto alla quota (bassa). In genere, infatti, si avvistano tra i 100 e i 300 km sopra le nostre teste. Ma quando l’attività solare è particolarmente intensa, le particelle provenienti dal Sole possono interagire con l’ossigeno molecolare ancora più in alto, tra i 400 e gli 800 km. Questo causa il colore rosso che abbiamo visto anche in Italia.

Per saperne di più:

  • Consulta la sezione dedicata all’aurora della NASA