La Stella Polare non è la più luminosa del cielo: scopri perché, come individuarla, la sua importanza storica per la navigazione e le stelle più brillanti visibili in cielo
Contrariamente a un diffuso mito popolare, la Stella Polare (Polaris) non è la stella più luminosa del cielo: il primato spetta a Sirio, nella costellazione del Cane Maggiore, che ha una magnitudine apparente di −1,61, mentre Polaris ha una magnitudine di circa +2,02, rendendola circa 4 volte meno luminosa. Nonostante ciò, la stella Polare riveste un’importanza astronomica e storica unica per la sua posizione quasi esatta sul polo nord celeste.

Perché la Stella Polare non è la più luminosa?
La luminosità di una stella dipende dalla sua luminosità intrinseca (assoluta) e dalla distanza dalla Terra. Polaris è un sistema stellare triplo situato a circa 433 anni luce da noi. Sebbene sia una supergigante gialla molto luminosa in assoluto, la sua grande distanza riduce la sua luminosità apparente nel cielo notturno. Esistono almeno 48 stelle più luminose della stella Polare visibili a occhio nudo.
Polaris: come individuarla?
Esistono semplici regole da seguire per individuare la Stella Polare: la più conosciuta è quella dei puntatori Dubhe e Merak. Basta identificare l’Orsa Maggiore nel cielo notturno ed infine tracciare mentalmente una linea che le unisca e prolungarla di cinque volte in direzione nord. Lì apparirà la Stella Polare. Un altro modo per individuare la Stella Polare è con l’utilizzo di un’applicazione per smartphone. Una volta trovata, Polaris si distingue perché rimane fissa nel cielo durante tutta la notte, mentre tutte le altre stelle sembrano ruotare intorno ad essa.
Le stelle più luminose del sistema della Stella Polare: un’analisi scientifica
La Stella Polare rappresenta uno degli astri più importanti del cielo dell’emisfero settentrionale. Situata in prossimità del polo nord celeste, essa appare quasi immobile durante la notte mentre le altre stelle sembrano ruotarle attorno. Per secoli è stata utilizzata come riferimento per la navigazione terrestre e marittima. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Polaris non è una singola stella, ma si tratta di un sistema multiplo composto da almeno tre stelle principali:
- Polaris A;
- Polaris Ab;
- Polaris B.
Tra queste, la componente più luminosa è Polaris A: si tratta di una supergigante gialla appartenente alla classe spettrale F7 Ib. La sua luminosità è circa 2.500 volte superiore a quella del Sole e il suo diametro supera quello della nostra stella di circa 45 volte. Questa stella è particolarmente rilevante perché appartiene alla categoria delle Cefeidi, stelle variabili pulsanti utilizzate dagli astronomi per misurare le distanze cosmiche. La sua luminosità cambia leggermente nel tempo a causa di periodiche espansioni e contrazioni dei suoi strati esterni.
- Polaris Ab è una stella compagna molto più piccola e meno luminosa. Orbita attorno a Polaris A con un periodo di circa trent’anni. A causa della sua vicinanza alla stella principale, è stata osservata direttamente solo grazie a telescopi ad alta risoluzione;
- Polaris B si trova a una distanza apparente di circa 18 secondi d’arco da Polaris A: è una stella bianco-gialla della sequenza principale, con una massa leggermente superiore a quella del Sole.
Sebbene sia molto meno luminosa di Polaris A, Polaris B può essere osservata con piccoli telescopi amatoriali e costituisce la seconda componente più evidente del sistema.

Quali sono le stelle più brillanti?
La stella più luminosa percepibile dalla Terra è il Sole, la nostra stella primaria situata a una distanza media di circa 150 milioni di chilometri (pari a circa 8 minuti-luce), attorno alla quale la Terra compie la sua rivoluzione. Escludendo il Sole, la massima brillantezza apparente nel cielo terrestre è attribuita a Sirius. Sirius, designata anche come “l’ardente” è la stella di maggior magnitudine apparente visibile complessivamente nei cieli boreali e australi. È facilmente riconoscibile in serate invernali limpide come un astro di intensa luminosità situato nella costellazione del Cane Maggiore, a sud rispetto alla figura di Orione. Dal punto di vista astrofisico, la sua elevata brillantezza apparente è il risultato congiunto della relativa vicinanza al Sistema Solare e della sua elevata luminosità intrinseca.
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