Gli astronomi della UC Irvine hanno scoperto GJ 3378b, una super Terra nella zona abitabile di una stella a 25 anni luce, candidata a ospitare vita.

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Un gruppo di ricerca guidato da astronomi della University of California, Irvine ha annunciato la scoperta di un nuovo esopianeta simile alla Terra, una super Terra, ubicato nella nostra galassia, la Via Lattea. Secondo Paul Robertson, professore associato di astronomia alla UC Irvine e autore principale dello studio pubblicato su The Astrophysical Journal, si tratta di uno dei nostri vicini cosmici più prossimi: 25 anni luce possono sembrare una grande distanza, ma poiché la Via Lattea si estende per circa 100.000 anni luce, in proporzione è come avere un vicino di casa.

Esopianeta e la super Terra

Le caratteristiche del pianeta GJ 3378b

Il pianeta, battezzato GJ 3378b, ha dimensioni pari a circa il doppio di quelle della Terra e si trova all’interno della zona abitabile della sua stella ospite, la c.d. regione “goldilocks“, in cui un pianeta riceve una quantità di radiazione solare tale da permettere la presenza di acqua allo stato liquido sulla sua superficie.

Robertson spiega che questa super-Terra riceve circa il 90% della radiazione che il Sole fornisce alla Terra, collocandola esattamente nel punto ideale. La scoperta è stata realizzata grazie a due strumenti: l’Habitable-zone Planet Finder, installato sull’Hobby-Eberly Telescope del McDonald Observatory in Texas, e lo spettrometro NEID del telescopio WIYN al Kitt Peak National Observatory in Arizona.

Il mistero dell’atmosfera della super Terra

Una delle domande ancora aperte riguarda la natura dell’atmosfera del pianeta, ammesso che ne possieda una. GJ 3378b si trova sul confine di quella che gli astronomi chiamano la “cosmic shoreline“, ovvero la regione attorno a una stella oltre la quale la radiazione solare può erodere completamente l’atmosfera di un pianeta. Si tratta del destino che, secondo gli scienziati, potrebbe essere toccato a Marte. Robertson ricorre ad un paragone efficace: se si riducesse la Terra alle dimensioni di una mela, la sua atmosfera avrebbe lo spessore della buccia, comunque sufficiente a garantire le pressioni superficiali necessarie per l’acqua liquida, aria respirabile e una minima protezione dalle radiazioni spaziali.

Prossimi passi: la ricerca di segni di vita

Gogod James, studente del gruppo di Robertson, sottolinea che se il pianeta possedesse un’atmosfera adeguata, si potrebbero giustificare ulteriori ricerche mirate a individuare biofirme, acqua liquida o altri segnali di vita, che richiedono sia un’atmosfera sia il giusto livello di riscaldamento da parte della stella ospite. Il futuro Habitable Worlds Observatory della NASA, il cui lancio è previsto negli anni 2040, sarà in grado di fotografare pianeti come GJ 3378b per confermare l’eventuale presenza di un’atmosfera e, in tal caso, analizzarla alla ricerca di composti chimici di possibile origine biologica.

Super Terra
Rappresentazione artistica di un esopianeta nella Via Lattea. Credit: ESA/Science Office

Una scoperta che allarga l’orizzonte

Lo studio è stato finanziato da borse di ricerca della National Science Foundation in astronomia e astrofisica e dal consorzio interdisciplinare NASA per la ricerca in astrobiologia, con la collaborazione di Michael Endl e William Cochran (Università del Texas ad Austin/McDonald Observatory), Gudmundur Stefansson (Schmidt Sciences) e Suvrath Mahadevan (Pennsylvania State University). La scoperta di GJ 3378b si aggiunge alla lista crescente di esopianeti potenzialmente ospitali, rafforzando l’idea che pianeti simili alla Terra, vicini al nostro sistema solare, potrebbero essere più comuni di quanto si pensasse finora.

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