Hayabusa 2 sorvola Torifune, Tianwen-2 raggiunge Kamo’oalewa: obiettivi, campioni e futuro delle due missioni verso gli asteroidi
Quasi in contemporanea, Giappone e Cina hanno regalato agli appassionati di esplorazione spaziale due immagini destinate a entrare nella storia. La prima è quella dell’asteroide Torifune, ripreso dalla sonda giapponese Hayabusa 2 durante un flyby effettuato nell’ambito della sua missione estesa. La seconda mostra invece Kamo’oalewa, fotografato dalla sonda cinese Tianwen-2, appena giunta nelle vicinanze di questo curioso piccolo corpo celeste. Sebbene entrambe le missioni abbiano come protagonisti gli asteroidi, i loro obiettivi sono molto diversi.

Hayabusa2 continua la sua avventura
Dopo il grande successo della missione principale, conclusasi nel 2020 con il rientro sulla Terra di campioni prelevati dall’asteroide Ryugu, Hayabusa2 è stata destinata a una nuova missione interplanetaria. Il sorvolo ravvicinato di Torifune rappresenta soprattutto un’importante opportunità scientifica e tecnica: osservare da vicino un nuovo asteroide, raccogliere dati sulla sua composizione, forma e dinamica e verificare ancora una volta le prestazioni degli strumenti di bordo dopo oltre dieci anni nello spazio.
La missione, tuttavia, non termina qui. La destinazione finale della sonda è infatti l’asteroide 1998 KY26, che dovrebbe essere raggiunto nel 2031. Si tratta di un oggetto estremamente piccolo, con un diametro di appena una trentina di metri, che ruota su sé stesso in circa dieci minuti: uno dei corpi più rapidi conosciuti nel Sistema Solare. Studiare un asteroide di queste dimensioni permetterà di comprendere meglio l’evoluzione dei piccoli corpi e di affinare le tecniche per future missioni di esplorazione.

Tianwen-2 e la misteriosa “quasi-luna” della Terra
La missione cinese Tianwen-2, invece, ha un obiettivo ancora più ambizioso: raccogliere campioni dalla superficie di Kamo’oalewa e riportarli sulla Terra. Kamooalewa non è una vera luna del nostro pianeta, ma una cosiddetta quasi-luna. Orbita infatti attorno al Sole seguendo una traiettoria molto simile a quella terrestre e, vista dalla Terra, sembra accompagnarci nel nostro viaggio intorno alla stella. La sua origine è ancora oggetto di studio: alcuni ricercatori ipotizzano che possa essere un frammento espulso dalla Luna in seguito a un antico impatto.
Dopo il prelievo dei campioni, la capsula con il materiale extraterrestre farà ritorno sulla Terra, mentre la sonda proseguirà la sua missione verso una seconda destinazione: la cometa della fascia principale 311P/PANSTARRS, che verrà studiata per comprendere meglio il confine tra asteroidi e comete e i processi che caratterizzano questi enigmatici oggetti.
Due missioni complementari
Le immagini di Torifune e Kamo’oalewa rappresentano molto più di un semplice successo fotografico. Sono la dimostrazione di come l’esplorazione dei piccoli corpi del Sistema Solare stia vivendo una stagione straordinaria, con missioni che non si limitano più al semplice sorvolo, ma puntano al ritorno di campioni e allo studio ravvicinato di oggetti sempre più diversi tra loro. Giappone e Cina stanno percorrendo strade differenti ma complementari, contribuendo entrambe ad arricchire la nostra conoscenza delle origini del Sistema Solare e dei materiali da cui, oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa, si formarono i pianeti.
Per saperne di più:
- Consulta “The Planetary Society“
