Lo studio ha indicato il carico scientifico per una missione su Encelado in grado di stabilire se sulla piccola luna vi siano potenziali ingredienti per la vita.
Encelado, una delle lune di Saturno, è diventato un obiettivo primario per gli astrobiologi del sistema solare. Questo perché la piccola luna, il cui diametro è poco più del 10% di quello della Luna terrestre, ospita un vasto oceano sotterraneo sotto la sua crosta ghiacciata. Questo oceano sotterraneo, unito ai geyser al polo sud di Encelado che riversano frammenti di questo oceano nel vuoto, offre agli scienziati un’infinità di opportunità per la ricerca scientifica, al fine di capire se Encelado possa ospitare gli ingredienti per la vita come la conosciamo, o addirittura prove dirette della sua esistenza. Ora, un team di ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha discusso la strumentazione e la suite di strumenti che potrebbero far parte di una missione di punta su Encelado nel 2050.
Il carico scientifico della missione

Lo studio si riferisce a questa missione pianificata come una missione L4, mentre le missioni L1-L3 sono rispettivamente JUICE, LISA e NewAthena, nell’ambito del programma scientifico Voyage 2050 dell’ESA. Nonostante l’arrivo su Encelado non sia previsto prima dei primi anni 2050, i ricercatori hanno elencato una serie impressionante di strumenti scientifici e carichi utili sia per l’orbiter che per il lander, progettati per determinare i potenziali ingredienti della vita come la conosciamo e la potenziale abitabilità sulla piccola luna.
Per il lander, questi includono uno spettrometro di massa, una microcamera, strumenti meteorologici e geofisici, un sistema di rilevamento di biomarcatori in laboratorio, telecamere per la discesa e un sistema di campionamento. Per l’orbiter, il carico utile comprende diversi tipi di telecamere per l’imaging nel visibile e in altre lunghezze d’onda, un magnetometro, un radar penetrante nel ghiaccio, analizzatori di polveri e gas e un esperimento scientifico sulla gravità e sulle onde radio.
Lo studio osserva che, parallelamente a questi sforzi, è necessario il coinvolgimento della più ampia comunità tecnica e tecnologica europea per avviare lo sviluppo dei carichi utili, aumentando così la probabilità di selezione. Ad esempio, la miniaturizzazione dei progetti dei carichi utili è fortemente incoraggiata per ottimizzare le risorse. Inoltre, per un rilevamento affidabile delle biosignature è fondamentale studiare i processi che prevengono la contaminazione indotta dal veicolo spaziale o la contaminazione in avanti, nonché i falsi positivi.
Encelado e le precedenti missioni

L’ESA ha dato un contributo significativo all’esplorazione di Encelado, in particolare durante la missione Cassini-Huygens. Tra i ricercatori tedeschi che hanno guidato il Cosmic Dust Analyzer a bordo di Cassini, responsabile del rilevamento di sali di sodio e potassio su Encelado, confermando così in modo inequivocabile l’esistenza di un oceano sotterraneo sulla piccola luna. Tuttavia, questa missione L4 è destinata a essere la prima missione su Encelado guidata interamente dall’ESA, il che significa che l’ESA la finanzierà, la gestirà e la dirigerà di persona.
Il lavoro delle Voyager
Scoperto nel 1789, Encelado e le sue intriganti caratteristiche sono rimasti in gran parte un mistero per quasi 200 anni, fino a quando le sonde Voyager 1 e Voyager 2 della NASA non hanno effettuato brevi sorvoli di Encelado rispettivamente nel 1980 e nel 1981. Ma tutto è cambiato quando la sonda Cassini della NASA ha studiato Encelado per la prima volta nel 2005, incluso il suo primo sorvolo nel febbraio 2005 che ha rilevato l’interazione del campo magnetico di Saturno con Encelado. A questo è seguito un secondo sorvolo il mese successivo che ha scoperto particelle di ghiaccio in orbita attorno alla piccola luna.
Cassini ha effettuato un sorvolo incredibilmente rischioso a bassa quota, a soli 175 chilometri dalla superficie, rivelando Encelado con dettagli nuovi e incredibili, inclusa la scoperta delle ormai famose “strisce di tigre” al polo sud di Encelado, che emettono getti dell’oceano sotterraneo nello spazio.
Per saperne di più
- Leggi l’articolo originale su Universe Today
- Leggi il paper scientifico intitolato “The Tentative Payload Complement for the L4 Flagship Mission to Enceladus” pubblicato su EuroPlanet
