L’esplosione della Starship durante un test ha sparso detriti sopra i Caraibi, coinvolgendo voli con centinaia di passeggeri

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A gennaio, durante uno dei tanti voli di prova della Starship di SpaceX, qualcosa è andato decisamente storto. Non solo per il razzo più grande e potente mai costruito, ma anche per diversi aerei di linea che in quel momento stavano volando nei cieli sopra i Caraibi. A raccontarlo sono alcuni documenti pubblicati di recente dalla Federal Aviation Administration (FAA), l’ente statunitense che si occupa della sicurezza dell’aviazione civile.

Cosa è successo con SpaceX

Protagonista della vicenda è stato il settimo volo di prova senza equipaggio della Starship, il gigantesco sistema di lancio su cui Elon Musk punta tutto per il futuro dei viaggi spaziali, compresi quelli verso la Luna e Marte. Il razzo era decollato dal Texas e, dopo circa otto-dieci minuti di volo, è esploso improvvisamente durante la fase di ascesa. SpaceX, come spesso accade in questi casi, ha parlato di un “rapido smontaggio non programmato”, una formula ormai famosa che indica in modo elegante un’esplosione in volo.

Il problema è che i detriti non sono caduti in una zona completamente isolata. Secondo la FAA, la distruzione del razzo ha generato un vasto campo di frammenti che si è esteso sopra un’area attraversata da rotte aeree commerciali. In quel momento, almeno tre aerei (due voli di linea e un jet privato) si sono trovati a volare in condizioni potenzialmente pericolose, con a bordo circa 450 passeggeri in totale.

A rischio 450 passeggeri

Uno di questi era un volo JetBlue diretto a San Juan, a Porto Rico. L’equipaggio, stando ai documenti citati dal Wall Street Journal, sarebbe stato informato che poteva proseguire il volo solo “a proprio rischio e pericolo”. Un’espressione piuttosto insolita quando si parla di aviazione commerciale. Altri due velivoli, un aereo della compagnia Iberia e un jet privato, hanno invece dovuto cambiare rotta in fretta, perché dopo l’esplosione si stavano avvicinando troppo tra loro mentre i controllori cercavano di gestire una situazione diventata improvvisamente caotica.

In almeno un caso un pilota ha dichiarato emergenza, ripetendo per tre volte il segnale di “mayday” prima di riuscire ad atterrare in sicurezza a San Juan. Fortunatamente, non ci sono stati feriti né danni, ma la FAA ha sottolineato che il rischio è stato reale.

La reazione di SpaceX

Uno degli aspetti più critici emersi dal rapporto riguarda la comunicazione. Secondo l’agenzia federale, SpaceX non avrebbe avvisato immediatamente il controllo del traffico aereo tramite la hotline ufficiale dopo l’esplosione. I controllori di Miami si sarebbero resi conto della presenza dei detriti solo dopo le segnalazioni di altri piloti che li stavano sorvolando.

All’epoca del lancio, SpaceX aveva confermato il fallimento del test, ribadendo che ogni volo di prova serve soprattutto a raccogliere dati per migliorare il progetto. Elon Musk, come spesso fa, aveva commentato l’evento con una battuta su X: “Il successo è incerto, ma l’intrattenimento è garantito”.

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