Tracciando ammassi di galassie a centinaia di milioni di anni luce, il fisico Patricio Gallardo e il suo team confermano che le leggi della gravità di Newton ed Einstein restano valide, rafforzando l’ipotesi dell’esistenza della materia oscura invisibile

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La gravità, comunemente percepita come la forza che provoca la caduta di una mela verso la Terra, rappresenta in realtà uno dei principali meccanismi che regolano la struttura e l’evoluzione dell’universo. Su scala cosmica, essa determina la formazione delle galassie, degli ammassi galattici e delle più grandi strutture conosciute. Negli ultimi decenni, numerose osservazioni astronomiche hanno evidenziato anomalie nei moti delle galassie e degli ammassi galattici. In particolare, molte stelle e galassie sembrano muoversi a velocità troppo elevate rispetto alla quantità di materia visibile presente. Questo fenomeno ha posto gli astrofisici di fronte a un problema fondamentale della cosmologia moderna.

Gravità
La gravità segue le regole di Newton ed Einstein

Le osservazioni dell’Atacama Cosmology Telescope

Per verificare il comportamento della gravità su scale estremamente grandi, Gallardo e collaboratori hanno utilizzato i dati raccolti dall’Atacama Cosmology Telescope, un grande radiotelescopio sviluppato attraverso una collaborazione internazionale che coinvolge anche ricercatori dell’Università della Pennsylvania guidati da Mark Devlin.

La validità della legge dell’inverso del quadrato

La legge gravitazionale di Newton stabilisce che l’intensità della forza gravitazionale diminuisce proporzionalmente al quadrato della distanza tra due corpi. ​ Sebbene originariamente concepita per descrivere i moti planetari all’interno del Sistema Solare, questa relazione continua a risultare valida anche su distanze cosmologiche immense, confermando le previsioni della relatività generale di Einstein. Secondo Gallardo, è sorprendente che una legge formulata nel XVII secolo continui a descrivere accuratamente fenomeni osservati su scale inconcepibili ai tempi di Newton.

Lo studio ha analizzato ammassi di galassie separati da centinaia di milioni di anni luce, realizzando una delle più estese verifiche sperimentali della gravità mai effettuate. I risultati mostrano che la forza gravitazionale diminuisce con la distanza in accordo quasi perfetto con la legge dell’inverso del quadrato formulata da Newton.

Getto relativistico Universo

La gravità: implicazioni per la cosmologia moderna

La conferma sperimentale del comportamento previsto della gravità rafforza uno dei pilastri fondamentali del modello cosmologico standard. In particolare, i nuovi dati riducono la plausibilità di alcune teorie alternative, come la Modified Newtonian Dynamics, che cercano di spiegare le anomalie osservate modificando direttamente le leggi gravitazionali. Di conseguenza, l’ipotesi della materia oscura emerge ulteriormente come la spiegazione più coerente delle dinamiche osservate nell’universo.

Una teoria ancora valida dopo secoli

Le nuove osservazioni dimostrano che le equazioni formulate da Newton e successivamente perfezionate da Einstein mantengono la loro validità anche su scale extragalattiche estreme. La gravità continua quindi a comportarsi secondo le previsioni della fisica classica e relativistica, confermando la straordinaria solidità teorica di modelli sviluppati secoli fa ma ancora oggi fondamentali per comprendere il cosmo.

Relatività e meccanica quantistica
Relatività e meccanica quantistica, una teoria valida dopo secoli

Le anomalie dinamiche delle galassie e della gravità

Le osservazioni astronomiche mostrano che le galassie non seguono completamente le previsioni della dinamica newtoniana. Secondo la gravitazione classica, le stelle situate nelle regioni periferiche di una galassia dovrebbero orbitare più lentamente rispetto a quelle vicine al centro. Tuttavia, le curve di rotazione galattiche evidenziano velocità elevate anche alle grandi distanze, incompatibili con la sola massa visibile. Un fenomeno analogo si osserva negli ammassi di galassie, dove le velocità risultano troppo elevate per essere giustificate dalla materia osservabile. Questo rappresenta uno dei principali problemi della cosmologia moderna: la gravità si comporta diversamente su larga scala oppure esiste una componente invisibile di massa, chiamata materia oscura.

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