È un caso che le nostre equazioni predicono la realtà? O l’universo è “scritto” in un linguaggio che non abbiamo inventato?

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Nel 1928, il fisico Paul Dirac stava lavorando a un’equazione per descrivere l’elettrone. L’equazione che trovò era bellissima, ma aveva un “problema”: ammetteva una soluzione con energia negativa, un “elettrone” con carica positiva. Sembrava un errore matematico. Quattro anni dopo, nel 1932, Carl Anderson scoprì il positrone: l’antimateria era reale, e l’equazione di Dirac l’aveva prevista.
​Come poteva un pensiero astratto, nato nella mente di un uomo, conoscere in anticipo il comportamento del cosmo? È uno dei misteri più profondi della scienza.

L’irrazionale efficacia della matematica nell’universo

Il fisico premio Nobel Eugene Wigner, nel 1960, definì questo fenomeno “l’irrazionale efficacia della matematica nelle scienze naturali”. Lo definì un “miracolo“, un dono che non comprendiamo. ​Le parole umane sono ambigue. La matematica, invece, è un linguaggio universale e preciso. Ma perché questo linguaggio funziona?

La prima ipotesi è che la matematica sia un’invenzione (strumentalismo): Questa è la visione più pragmatica (e speculativa). La matematica è un linguaggio che abbiamo inventato noi, come l’alfabeto. È uno strumento che il nostro cervello si è evoluto per riconoscere i pattern. Creiamo la matematica per descrivere questi pattern. Secondo questa visione, l’universo non è matematico; siamo noi che applichiamo un modello matematico efficace per capirlo.

La seconda ipotesi è che la matematica sia una scoperta (Platonismo):
​Questa è l’idea più sconvolgente, associata al fisico Max Tegmark e alla sua “Ipotesi dell’Universo Matematico”. L’universo non è semplicemente descritto dalla matematica. L’universo è matematica.
​In questa visione, tutto ciò che ci circonda (atomi, pianeti, galassie) è la manifestazione fisica di una struttura matematica astratta. Noi non inventiamo le equazioni; le scopriamo, come un esploratore che trova una legge nascosta. Il motivo per cui l’equazione di Einstein funziona non è perché è un modello intelligente, ma perché è una proprietà reale della struttura dello spaziotempo.

Il dibattito aperto sull’Universo

Molti filosofi e scienziati restano scettici sull’idea di Tegmark, trovandola non falsificabile. Ma il dibattito resta aperto. Il fatto che i fisici possano predire l’esistenza di una particella (come il Bosone di Higgs) decenni prima di vederla in un acceleratore, suggerisce che la matematica è molto più di un semplice strumento. È, forse, il codice sorgente dell’universo.