Sono 4600 anni che la Piramide di Cheope resta in piedi, sfidando tutti i monumenti analoghi: con i terremoti, sarebbe potuta crollare da tempo. Ora gli studiosi potrebbero aver svelato il suo segreto, nascosto in alcune camere interne.

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Quando la scienza e la storia vanno a braccetto, i segreti svelati possono diventare particolarmente entusiasmanti. Stavolta, nuovi studi ci portano nelle camere interne della Piramide di Cheope. Gli studiosi hanno cominciato a chiedersi come mai, con il passare dei millenni, la Grande Piramide sia ancora lì, in piedi, immersa in tutti i suoi segreti e le suggestioni delle sue camere segrete. Ora un team di scienziati si è addentrato nelle viscere della piramide e ha studiato il modo in cui le vibrazioni agiscono in essa: e quello che hanno trovato è una sorta di trucco strutturale, nascosto nelle camere interne della piramide.

Il segreto della Piramide di Cheope

Non si tratta di un romanzo d’avventura e forse è solo una fortunata coincidenza, eppure è così che gli Egizi hanno permesso alla Piramide di Cheope di mettersi in salvo dallo scorrere del tempo: c’è un sistema di vuoti interni, dalla funzione ben specifica, che sembrerebbe riuscire ad attutire le vibrazioni. Proprio sopra la camera funeraria del faraone Cheope si trovano infatti le cosiddette “camere di scarico”, locali cavi che permettevano di scaricare il peso della Camera del Re

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Piramidi di Giza (crediti: Pexels da Pixabay)

Le vibrazioni nella struttura

La rivelazione arriva dalle ricerche condotte dall’Istituto Nazionale di Ricerca di Astronomia e Geofisica in Egitto, grazie a un team guidato dal sismologo Asem Salama. L’obiettivo delle ricerche era quello di comprendere come le vibrazioni si propagassero nell’ambiente; posizionando quindi dei sensori, sia all’interno della piramide che al suo esterno, i ricercatori si sono resi conto di alcune rilevanti differenze tra il mondo esterno e quello che veniva rilevato nei meandri della struttura. In particolare, la frequenza delle vibrazioni all’esterno della piramide risultava essere piuttosto stabile intorno ai 0,6 Hz, valore molto diverso da quello rilevato al suo interno: circa 2,0 Hz, o addirittura 2,6 Hz. Cosa significa questa discrepanza? E come si spiega?

Piramide di Cheope
Le Piramidi di Giza fotografate dalla Stazione Spaziale Internazionale (crediti: NASA)

Resistenza ai terremoti: la spiegazione

Il fatto che la piramide “tremi” in maniera molto diversa dal terreno può aiutare, in caso di terremoto, a non trasferire la vibrazione in maniera amplificata dalla terra a questo importantissimo monumento. Questo ha impedito, nelle migliaia di anni che ci separano dalla sua costruzione, che la piramide subisse crolli importanti in caso di evento sismico. Le vibrazioni però sembrano attenuarsi, più che in tutto l’ambiente circostante, in un punto ben preciso: le camere di scarico. Come anticipato, esistono degli ambienti vuoti correlati alla Camera del Re, che aiutano a scaricarne il peso. Il fatto che ci siano questi ambienti cavi nel cuore della piramide è stato quindi, a quanto pare, il motivo della sua salvezza. L’intento degli Egizi non era necessariamente quello di rendere la struttura resistente ai movimenti sismici. Eppure, sembrerebbe che proprio quello sia stato l’effetto. 

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Piramidi di Giza (crediti: TheDigitalArtist da Pixabay)

Gli Egizi: astronomi, ingegneri, artisti

La Piramide di Cheope sembra essere l’emblema della cultura egizia, e non solo per la sua innegabile bellezza e per la sua stabile presenza nell’immaginario collettivo. Questa singola piramide mette insieme mondi che sembrano essere estremamente distanti: l’archeologia, l’ingegneria, la geotecnica. Dalla bellezza estetica alla perizia tecnica, la cultura egizia è unica e per questo nota in tutto il mondo: dall’estetica architettonica e artistica alle conoscenze egizie in campo astronomico, ora gli studiosi indagano anche le loro antiche competenze ingegneristiche e geotecniche. Chissà se, in futuro, verranno svelati misteri anche più grandi e questa civiltà potrà continuare ad emergere dalle profondità del deserto.

Piramide di Cheope
L’antica strada rialzata che conduce alle piramidi, in Egitto, Frederick Goodall, olio su tela (1898)

Fonti: