Il sistema Supertorquer è un innovativo dispositivo che sfrutta magneti superconduttori per interagire con il campo magnetico terrestre
L’azienda neozelandese Zenno Astronautics ha annunciato il successo del primo test orbitale del proprio sistema Supertorquer, un innovativo dispositivo che sfrutta magneti superconduttori per interagire con il campo magnetico terrestre. Pur essendo stato presentato da molti come un sistema capace di fornire “accelerazione senza carburante“, è importante chiarire che non si tratta di un motore in grado di produrre spinta dal nulla, bensì di una sofisticata evoluzione dei tradizionali magnetorquer utilizzati da decenni sui satelliti.
I magnetorquer
I tradizionali magnetorquer sono attuatori elettromagnetici utilizzati per il controllo d’assetto dei satelliti. Generando un momento magnetico che interagisce con il campo magnetico terrestre, consentono di orientare il veicolo senza consumare propellente. Il Supertorquer di Zenno applica lo stesso principio fisico, ma sostituisce le normali bobine con magneti superconduttori, ottenendo campi magnetici di intensità molto superiore.

Il dispositivo, grande all’incirca quanto una scatola da scarpe, è stato installato sul satellite Mira e ha dimostrato di poter controllare con precisione l’assetto del veicolo spaziale. La differenza rispetto ai sistemi convenzionali è l’impiego di magneti superconduttori, capaci di generare campi magnetici molto più intensi grazie all’assenza di resistenza elettrica nei materiali superconduttori. L’energia necessaria proviene dai pannelli solari del satellite, mentre un sofisticato sistema di isolamento e raffreddamento mantiene i magneti a circa -200 °C, temperatura indispensabile per il loro funzionamento.
Controllo di assetto più efficiente
Secondo Zenno, questa tecnologia potrebbe in futuro consentire non solo un controllo dell’assetto molto più efficiente, ma anche manovre orbitali, operazioni di rendezvous e attracco, riducendo il consumo di propellente. L’obiettivo a lungo termine è sviluppare sistemi sempre più potenti in grado di sfruttare esclusivamente l’energia solare e l’interazione con i campi magnetici per modificare la traiettoria dei veicoli spaziali.

L’azienda immagina applicazioni ancora più ambiziose, come missioni verso la Luna e Marte o addirittura l’utilizzo di grandi magneti superconduttori per creare uno “scudo magnetico“ capace di proteggere gli astronauti dalle radiazioni cosmiche durante i lunghi viaggi nello spazio profondo. Si tratta però, almeno per ora, di prospettive future che richiederanno ulteriori sviluppi tecnologici e numerose dimostrazioni sperimentali.
Il test e il campo magnetico terrestre
Il test rappresenta comunque un passo importante nella miniaturizzazione della tecnologia superconduttrice per applicazioni spaziali e dimostra come l’impiego di campi magnetici sempre più intensi possa aprire nuove possibilità per il controllo e la propulsione dei satelliti, senza però infrangere i principi fondamentali della meccanica orbitale o della conservazione della quantità di moto.
