Perché Venere ruota al contrario? Un nuovo studio riapre il dibattito: la “rotazione bizzarra” del pianeta potrebbe essere il risultato di un impatto gigantesco avvenuto miliardi di anni fa.
Da decenni, la lentissima rotazione retrograda di Venere lascia perplessi gli scienziati planetari. Se la Terra ruota in senso antiorario completando un giro ogni 24 ore, Venere gira in senso orario impiegando ben 248 giorni terrestri. Un nuovo studio presentato all’Assemblea Generale dell’Unione Europea di Geoscienze a Vienna propone una spiegazione affascinante: un impatto gigantesco, avvenuto miliardi di anni fa, avrebbe letteralmente capovolto il destino rotazionale del pianeta.

Un sasso enorme contro un sasso ancora più enorme
Secondo Cedric Gillmann, autore principale dello studio e planetologo al Politecnico di Zurigo (ETH), il team ha voluto verificare se un impatto cosmico potesse aver modificato la rotazione originaria di Venere. Le simulazioni mostrano che un corpo celeste grande quanto la Luna, pari a un decimo della massa di Venere, colpendo il pianeta con un’angolazione molto elevata e ad alta velocità, sarebbe stato in grado di alterarne drasticamente la rotazione iniziale.
L’evento si sarebbe verificato nei primi 50 milioni di anni dalla formazione del pianeta, un periodo in cui il giovane sistema solare era ancora un campo di battaglia di collisioni planetarie. A seconda dei parametri esatti dell’impatto, i ricercatori hanno scoperto che il pianeta Venere, inizialmente in rotazione veloce, poteva essere rallentato fino a raggiungere valori compatibili con l’evoluzione osservata oggi. In alcuni scenari, un impatto particolarmente energetico avrebbe addirittura imposto fin da subito una rotazione retrograda, seppure più rapida di quella attuale.
Un pianeta sciolto dal calore dell’urto
Le simulazioni indicano che impatti di questa portata generano inevitabilmente vasti oceani di magma in superficie, la cui profondità varia a seconda delle caratteristiche specifiche della collisione: da uno strato fuso di appena un centinaio di chilometri fino alla fusione completa del mantello. Dopo poche centinaia di milioni di anni, il calore generato dall’impatto si sarebbe dissipato in modo efficiente, rendendo l’evoluzione successiva del pianeta praticamente indistinguibile da uno scenario senza collisione. Resta invece aperto il dibattito sul ruolo che questo impatto avrebbe giocato nell’assenza di tettonica a placche su Venere, un fenomeno che ha probabilmente innescato l’effetto serra incontrollato che oggi rende il pianeta un inferno a 467°C.
Perché la rotazione conta così tanto
Stephen Kane, astrofisico planetario all’Università della California a Riverside sottolinea quanto la rotazione di un pianeta influisca sulla sua abitabilità. Capire come la velocità di rotazione di Venere sia cambiata nel tempo è un tassello cruciale per stabilire se il pianeta abbia mai potuto ospitare condizioni favorevoli alla vita.

Il mistero dell’acqua
Ciò che intriga di più Gillmann riguarda l’interno del pianeta: se Venere conservi ancora acqua nelle profondità o se l’abbia persa del tutto. Un interno senza alcuna presenza di acqua confermerebbe che il pianeta ha perso completamente le sue riserve idriche, ma, se risultasse la presenza di acqua, il mistero di Venere resterebbe tutto da risolvere.
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