Secondo un fisico di Harvard il suolo di Marte presenterebbe una colorazione e una composizione compatibili con una serie di esplosioni termonucleari.
Cosa ci nasconde il passato di Marte? Secondo un fisico di Harvard, la civiltà marziana si sarebbe estinta dopo una guerra nucleare. A sostenere questa teoria il dottor John Brandenburg, che ritiene che i Cydoniani e gli Utopiani (due antiche civiltà marziane, a suo dire), siano state completamente distrutte da una razza aliena ancora non identificata. Brandenburg ritiene che la prova risieda nella composizione del suolo di Marte, che secondo lui presenta una colorazione e una composizione compatibili con le ricadute di una serie di “esplosioni miste di fusione-fissione nucleare”.
Verità o bufala?

Gli scienziati sostengono che, sebbene tecnicamente non abbia torto per quanto riguarda la questione della composizione del suolo, la scoperta di elevate concentrazioni di xeno-129 nell’atmosfera (ci arriviamo tra qualche istante) non dovrebbe sorprendere, poiché si tratta di una sostanza comune nel Sistema Solare. Brandenburg, però, afferma che la sua teoria si basa su prove concrete: ha usato le fotografie del rover Curiosity in supporto alla sua tesi.
Perché proprio un’esplosione termonucleare
Sulla base del modello di radiazione gamma di torio e potassio radioattivo, le esplosioni si sarebbero concentrate nelle pianure settentrionali del Mare Acidalium e in Utopia Planum su Marte. Lo spettro di massa dell’isotopo xeno dell’atmosfera di Marte corrisponde a quello dei test nucleari all’aperto sulla Terra ed è caratteristico della fissione nucleare. Per Brandenburg si tratterebbe di un’esplosione simile a quella che avvenne sulla Terra quando venne colpita dall’asteroide che estinse i dinosauri. L’assenza di crateri nel sito individuato da Brendenburg suggerisce che le esplosioni termonucleari sarebbero avvenute tra la superficie e la sottile atmosfera del Pianeta Rosso.
Per saperne di più:
- Leggi i dettagli sul sito dell’Università di Harvard
