Nel corso della storia del nostro pianeta, enormi eruzioni vulcaniche hanno estinto la vita. Se accadesse oggi potrebbe porre fine alla civiltà umana?
Nel Golfo di Napoli, un gigante dormiente mostra segni di risveglio dal suo lungo sonno. Campi Flegrei, un nome che si traduce con “campi ardenti”, è un supervulcano. È costituito da una vasta e complessa rete di camere sotterranee formatesi centinaia di migliaia di anni fa, che si estende dalla periferia di Napoli fino al di sotto del Mar Mediterraneo. Circa mezzo milione di persone vive nella caldera dei Campi Flegrei, che si è formata da eruzioni avvenute 200.000, 39.000, 35.000 e 12.000 anni fa. Gli ultimi 500 anni sono stati piuttosto tranquilli per i Campi Flegrei. Non ci sono state eruzioni dal 1538, e quello è stato un evento relativamente piccolo che ha portato alla formazione del Monte Nuovo. Ma eventi recenti suggeriscono che questo periodo di tranquillità potrebbe essere giunto al termine.
La situazione in Campania

In questo periodo crescono i timori che il magma nelle profondità dei Campi Flegrei possa raggiungere la “pressione critica di degassamento”, dove un improvviso rilascio di gas vulcanici potrebbe iniettare calore nei fluidi idrotermali e nelle rocce circostanti. Questo meccanismo può causare un catastrofico cedimento delle rocce all’interno del vulcano, innescando un’eruzione. Uno studio pubblicato a maggio 2017 ha dimostrato che il supervulcano si starebbe preparando a un’eruzione da decenni. Il problema, è capire quando ciò accadrà.
L’ultima grande eruzione
L’ultima grande eruzione del supervulcano avvenne circa 39.000 anni fa. Sputò circa 300 chilometri cubi di roccia fusa a 70 km di altezza nella stratosfera, insieme a circa 450.000 tonnellate di anidride solforosa. La nube di cenere fu trasportata fino alla Russia centrale, a circa 2.000 km di distanza. L’eruzione avvenne in un periodo in cui gran parte dell’Europa stava già attraversando un lungo periodo glaciale e si ritiene che le conseguenze abbiano devastato gran parte del continente per secoli.
Un inverno vulcanico
Interi territori, tra cui l’Italia, la costa mediterranea e l’intera Europa orientale, sono rimasti coperti da uno strato di cenere spesso fino a 20 cm. Ciò avrebbe distrutto la vegetazione e creato un enorme deserto. Gran parte della Russia è stata immersa in 5 cm di cenere, sufficienti a sconvolgere la vita delle piante per decenni o più. Inoltre, l’enorme quantità di anidride solforosa rilasciata avrebbe creato un inverno vulcanico. L’anidride solforosa, infatti, retrodisperde la radiazione solare nell’atmosfera superiore, impedendole di raggiungere il suolo.
Cosa dobbiamo aspettarci
“Se Yellowstone, Campi Flegrei o il supervulcano di Toba eruttassero, ci sarebbe un impatto economico enorme in tutto il mondo, a causa del modo in cui funziona l’economia mondiale”, spiegano gli scienziati. “Lo abbiamo visto dopo la relativamente piccola eruzione islandese dell’Eyjafjallajökull, in Islanda, nel 2010. Negli ultimi 500 milioni di anni, tutte e cinque le più grandi estinzioni di massa hanno coinciso con enormi eruzioni di lava. Queste eruzioni non si sono verificate come singoli eventi, ma come continue ‘effusioni’ durate centinaia di migliaia di anni. Il problema è che nessuno sa quando si verificherà il prossimo evento di questo tipo”.
Per saperne di più
- Leggi l’articolo della BBC.