Dall’intervista di Roberto Battiston al Festival della Mente 2026: ecco come i satelliti smascherano il greenwashing e guidano la transizione energetica.

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Quando pensiamo all’esplorazione spaziale, il nostro sguardo si rivolge quasi sempre verso l’infinito: pianeti lontani, galassie remote e nuove frontiere. Eppure, una delle applicazioni più rivoluzionarie delle tecnologie spaziali guarda esattamente verso il basso, alla nostra casa. Come ha ricordato il fisico Roberto Battiston (già presidente dell’ASI e oggi alla guida dell’European Space Science Committee) durante il suo intervento al Festival della Mente 2026, le tecnologie orbitali non sono semplici osservatori distanti, ma strumenti concreti per affrontare la transizione energetica e le sfide climatiche.

Roberto Battiston
Roberto Battiston Credit: Wikipedia

Oltre la semplice fotografia: lo spazio come strumento d’azione

Spesso si tende a considerare i satelliti come meri spettatori passivi. La realtà, come sottolinea Battiston, è che osservare bene è la prima condizione per agire con efficacia. Programmi internazionali all’avanguardia, come l’europeo Copernicus, lo dimostrano ogni giorno. Un esempio concreto è la lotta alle perdite di metano lungo i gasdotti. I sensori orbitali di nuova generazione individuano grandi emissioni in tempo reale e le geolocalizzano con precisione. Il satellite non impugna una chiave inglese per riparare la condotta, ma indica esattamente dove intervenire e permette di verificare se il problema è stato risolto.

Dati contro il greenwashing: i satelliti come garanti di verità

È qui che lo spazio rivela la sua funzione pubblica più profonda: diventare un garante di verità. Tra il dichiarare a parole di voler ridurre le emissioni e il farlo concretamente c’è una differenza enorme, in cui spesso si insinuano narrazioni di comodo o operazioni di facciata. Le tecnologie spaziali offrono dati scientifici, oggettivi e inconfutabili. Rendono le promesse misurabili, offrendoci la possibilità di distinguere una transizione ecologica reale da una semplicemente “ben raccontata”.

Pianificare le rinnovabili dall’orbita

Oltre a monitorare i gas serra, lo spazio fornisce gli strumenti per progettare le infrastrutture del futuro. I dati orbitali permettono infatti di:

  • Mappare con precisione l’irraggiamento solare per i grandi impianti fotovoltaici.
  • Analizzare le correnti di vento per la pianificazione dei parchi eolici.
  • Monitorare lo stato di salute e la stabilità delle reti elettriche di fronte agli eventi climatici estremi.
Orbita e comunicazione dei satelliti. Crediti: pixabay
Guardare la Terra con i satelliti

Guardare la Terra con una nuova consapevolezza

L’energia e la tecnologia sono mezzi, non fini. Le leggi della fisica ci dicono quali trasformazioni sono possibili, ma le decisioni su come gestire le risorse e il potere che ne deriva spettano alla politica e alla società. Lo spazio non è una via di fuga per abbandonare un pianeta in crisi, ma il punto di osservazione più alto per proteggerlo. Riprendendo una riflessione del fisico: “l’energia si conserva per legge della natura, ma un mondo abitabile dobbiamo scegliere di conservarlo noi”.