L’illuminazione per la reazione a catena della polimerasi, la tecnica che ha rivoluzionato la biologia, gli venne guidando di notte in California in stato di alterazione. Vinse il Nobel. Poi passò il resto della vita a negare l’AIDS e a raccontare di aver parlato con un procione alieno fosforescente nel bosco.

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Nel maggio del 1983, Kary Mullis stava guidando di notte in California verso la sua baita. Stava pensando a come replicare il DNA ed ebbe un’improvvisa folgorazione. Era l’intuizione della reazione a catena della polimerasi, la PCR, la tecnica che permette di amplificare un singolo filamento di DNA milioni di volte in poche ore. Sarebbe diventata la base della biologia molecolare moderna, della diagnostica medica e delle scienze forensi.

Il Nobel e le stranezze

Nel 1993 vinse il Premio Nobel per la chimica. Mullis era convinto che l’LSD avesse giocato un ruolo fondamentale nella sua creatività. Oltre a questa sua “abitudine” era anche un surfista accanito, amante del vino e delle donne, astrologo convinto, negazionista del cambiamento climatico, insomma, una persona interessante con cui avere un dibattito a pranzo la domenica. La sua posizione più controversa fu la negazione che l’HIV fosse la causa dell’AIDS, una teoria che espose in conferenze pubbliche con il supporto di diapositive di donne nude. La comunità scientifica lo prese per pazzo, ma lui non mollò mai.

Mullis: il Nobel che inventò la PCR e parlava con gli alieni procione
Kary Mullis, premio Nobel per la chimica nel 1993, con la sua tavola da surf. Crediti: Mullis, Kary | Encyclopedia of Surfing

Il procione fosforescente

Nella sua autobiografia, “Dancing Naked in the Mind Field”, raccontò di una notte in cui incontrò, nel bosco, un procione fosforescente che gli parlò. “Buonasera, dottore”, disse l’animale. Mullis sostenne sempre la veridicità dell’incontro. Non era un’allucinazione, diceva, ma un’entità aliena che aveva preso quella forma per comunicare con lui.

Kary Mullis è la prova che il genio scientifico e la saggezza umana, delle volte, viaggiano su binari separati. Ha rivoluzionato la biologia e ha passato il resto della sua vita a credere alle peggiori idiozie. La mente in grado di decifrare il codice della vita era la stessa a vedere procioni alieni parlanti. Ma bisogna ammettere che c’è comunque qualcosa di stranamente rassicurante in questo.

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